Altro che fuga per i soldi, Gianluca Zambrotta non ci sta e rivela di sentirsi invece “tradito e deluso” per il comportamento tenuto dalla dirigenza della Juventus, vecchia e nuova.
Il terzino azzurro campione del mondo, ceduto dalla Juve al Barcellona nell’estate di calciopoli, ribadisce a chiare lettere - sul numero di GQ in edicola dal primo marzo - che a tradire i tifosi non sono stati i giocatori. “Tutti noi abbiamo sempre dato il massimo, in allenamento e in partita, e adesso ci troviamo con due scudetti in meno per colpe non nostre”, dice Zambrotta. “Sì, sono tradito e deluso. Anche dalla nuova società, che non mi ha mai chiamato, non mi ha mai fatto capire di voler puntare su di me. E poi, che lo dicano: con i soldi che ha preso dalle nostrecessioni, la Juve ha risanato molti debiti. Abbiamo dato una grande mano alla società”.
E se Zambrotta non commenta il probabile passaggio al Milan a fine stagione, ammette di sentire nostalgia dell’Italia, “ogni volta che ci torno e devo lasciarla”. Anche se…
“Credo sia il paese più bello del mondo, ma non è facile essere italiani all`estero, oggi”, dice Zambrotta. “È un Paese indifendibile, e a difenderlo ormai non ci provo neanche più: ho la moglie napoletana, ma come faccio a nascondere la vergogna di quello che, per esempio, sta succedendo a Napoli? Quale altra città civile può essere sommersa così
dalla spazzatura? Siamo considerati come quelli che, qualsiasi cosa facciano, fanno casino. Che posso ribattere io? È la verità”.








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