Verso Italia-Spagna – La vittoria azzurra sui cugini d’Oltralpe spalanca le porte ai quarti di finale.
Domenica 22 giugno la squadra di Donadoni incontrerà a Vienna la Spagna di Aragones. Il match però è già iniziato. Almeno sulla stampa spagnola.
Marca: La bestia nera – “Ci tocca la bestia nera”. Il quotidiano sportivo Marca inizia ad infiammare l’attesa.
Il giornale ricorda il match vinto dagli azzurri 2-1, con le reti di Dino e Roberto Baggio, nei quarti di finale dei Mondiali Usa ’94. La partita viene ricordata per la gomitata che Tassotti ha rifilato a Luis Enrique e in prima pagina domina la gigantesca foto del nazionale iberico con il naso sanguinante. “Italia, questo non si dimentica” è il minaccioso titolo scelto da Marca, che erroneamente annuncia addirittura la presenza di Tassotti sulla panchina azzurra!
El Pais: Italia resuscitata per l’ennesima volta - “Italia, sempre Italia” titola El Pais. “L’irriducibile Italia, l’Italia di quasi tutta la vita è resuscitata per l’ennesima volta”. La colpa per lo più degli errori di Domenech, “catalano francesizzato con l’aria da cicuta”. Nota in conclusione il giornale iberico, alquanto preoccupato: “Si sa che per psicodramma non c’è nessuno come l’Italia, che in ogni fase del torneo risulterà più pericolosa e adesso ha la Spagna nel mirino”.
El Mundo: L’Italia ha 7 vite - El Mundo sceglie come immagine simbolo dell’incontro Italia-Francia una foto dell’uomo del match Daniele De Rossi, sulle spalle di Buffon: “L’Italia ha sette vite” è l’apertura. “Arriva l’Italia, l’eterna sopravvivente, l’unica capace di morire e resuscitare in un torneo tutte le volte necessarie” per battere una Francia “inferiore ma che ha avuto tutte le disgrazie possibili”.
Abc: L’Italia passa i quarti a modo suo – Polemico il quotidiano Abc. Sceglie un’immagine di De Rossi esultante e dichiara: “L’Italia passa ai quarti a modo suo”. Gli italiani “hanno affrontato tutto a viso aperto”. E ora gli uomini di Donadoni “saranno i rivali di qualità che la squadra di Aragones dovrà eliminare se vuole vincere una volta per tutte la sindrome dei quarti di finale” mai superati dalla selezione iberica.








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