Un giovane tifoso della Vojvodina di Novi Sad, squadra di calcio della serie A serba, è stato ucciso la notte scorsa con un colpo di pistola a margine di uno scontro di piazza tra gruppi ultrà della stessa Vojvodina e del Partizan di Belgrado.
Gli scontri - che hanno coinvolto decine di tifosi armati con mazze da baseball, oggetti di metallo, coltelli e anche qualche pistola - , erano scoppiati nella tarda serata di ieri nella stazione ferroviaria di Futog, un sobborgo di Novi Sad, e sono andati avanti fino all’intervento massiccio di unità della polizia in assetto anti-sommossa. Oltre al morto si contano un ferito grave e diversi contusi.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’episodio va letto come una sorta di rivincita concordata fra le due fazioni rivali, dopo una precedente ‘battaglia’ iniziata sabato a Novi Sad a ridosso della partita Vojvodina-Partizan - e conclusasi con con un bilancio di sei feriti - interrotta evidentemente troppo presto dagli agenti, secondo i protagonisti.
Le tifoserie di alcune squadre serbe - ed ex jugoslave in generale - si sono segnalate a più riprese negli ultimi anni per risse e azioni violente, contaminate talora da echi nazionalistici e richiami all’odio e alle rivalità etniche che hanno insanguinato i Balcani negli anni ‘90.








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