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“Mi brucia dentro la decisione del Gip secondo la quale fossero da ritenere responsabili solo coloro che avevano nello zaino machete e coltelli, quasi che gli altri fossero lì solo per prendere parte ad un picnic”. Con queste parole Giuliano Amato esprime la propria perplessità in merito all’episodio dei 66 ultras laziali fermati prima di una trasferta a Bergamo, 61 dei quali furono lasciati andare senza provvedimento alcuno (per gli altri 5 via libera con obbligo di firma).

Il ministro degli Interni evidenzia la diversità di vedute tra forze dell’ordine e magistratura nella repressione della violenza dentro e fuori gli stadi. “I tifosi della Lazio - spiega Amato - si erano dati appuntamento per dividersi i machete e i coltelli che quattro di loro avevano negli zaini prima di partire per Bergamo. Il progetto era quello di incontrare in un autogrill gli ultras del Napoli di ritorno dalla trasferta di Empoli. Noi lo sapevamo, saremo forse troppo curiosi, ma lo sapevamo e infatti la polizia gli è saltata addosso”.

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Posted by reporter on 31 Ott