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L’appuntamento era per la mezzanotte e tutti si sono fatti trovare pronti. Tecnico e giocatori della Roma hanno così iniziato il ritiro estivo in preparazione alla prossima stagione. Poche parole prima di ritirarsi a Trigoria. A parlare soprattutto Luciano Spalletti che con “Completeremo la rosa” ha dato il via ad una serie di rumors su chi potrebbe vestire la maglia giallorossa l’anno prossimo.
Lo scudetto è sicuramente l’obiettivo principale della squadra, fatto confermato da tutti i giocatori prima di varcare il cancello del centro sportivo. Per vincere il tricolore, però, è necessario muoversi sul mercato, senza esagerare. Almeno questo è il parere di Luciano Spalletti: “Non è detto che chi fa più operazioni abbia vantaggi - ha spiegato il tecnico -: ci sono altre componenti. Abbiamo la consapevolezza di avere qualità e l’obiettivo di non tornare indietro. Noi abbiamo una buona squadra non da rivoluzionare. Saremo bravi ad organizzare. In difesa siamo a posto, avremo un doppione in tutti i ruoli”.
Qualche battuta anche con il capitano, Francesco Totti: “Rientrare per la Supercoppa? Spero di farcela. Ronaldinho al Milan? E’ bello vederlo e sarò contento se farà un grande campionato. La griglia per la prossima stagione? Non fatemi litigare con la società, aspettiamo. La squadra c’é, ed é compatta. Abbiamo fatto un bel campionato e vogliamo ripeterci, ecco perché potremo dire la nostra. Aspettiamo anche due giocatori dal calciomercato”.
All’arrivo di De Rossi i tifosi hanno cantato ‘Vinceremo il tricolor’. Il centrocampista ha condiviso l’auspicio poi ha fatto sapere che sul mercato la pensa come il suo capitano, ovvero Totti. “Il mercato della Roma? Fa piacere l’arrivo di Riise - ha detto De Rossi - ma è prematuro fare un borsino del mercato. Al nord si muovono. La squadra va rinforzata. La società e Spalletti lo sanno”.
Comments Off Scritto da reporter - Pubblicato: Lunedì, Luglio 21st, 2008
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Come prima, più di prima- “Non c’è niente di diverso dal 2004. L’Italia parte per conquistare qualunque fase finale come Brasile, Argentina, Germania e Francia. Non partecipa per fare bella figura, è strutturata per vincere. Lo dice la storia”. Non ha dubbi Marcello Lippi tornato sulla panchina azzurra dopo Roberto Donadoni. Il Mondiale vinto nel 2006 non lo ha sicuramente privato della voglia di continuare a vincere. “Occorre trovare nuove motivazioni - spiega il ct in una intervista alla Gazzeta dello Sport - la squadra deve sentirsi forte. Importante che l’autostima non diventi presunzione, ma il rischio non c’è.
Tatticamente - “Modulo? Quelli di prima: due punte, tre punte. Più che il modulo conta la filosofia, la voglia dei grandi giocatori di mettersi a disposizione della squadra. Come fa Rooney al Manchester. La cosa più bella dell’Europeo? Buffon. Trascinatore, punto di riferimento, in campo con prestazioni tecnicamente eccezionali e fuori con le parole giuste nei momenti opportuni. Cannavaro? Giochera’ oltre i 37 anni, e’ un
simbolo: gestirlo non e’ un problema.
Azzurro o verdeoro? - “Amauri? Non mi piace un giocatore che balla per un mese tra una nazionale e l’altra: sembrerebbe, in ogni caso, di essere una soluzione di ripiego. Vorrei una scelta decisa e forte, io non chiedo niente a nessuno. Se diventerà legalmente italiano e sceglierà l’Italia, non mi dispiacerebbe”.
Il campionato è alle porte - Marcello Lippi parla del prossimo campionato di Serie A, ovvero la lotta per il prossimo scudetto. “L’Inter? Mourinho sa motivare i giocatori e Mancini ha lasciato una bella eredità. Juve? Mi piace per carattere, motivazioni, filosofia dell’ambiente, ma sa che sarà più difficile. Il Milan sarà ancor più brasiliano. Ronaldinho pare enormemente motivato. Roma? Tra le grandi è la più collaudata: se parte bene è un vantaggio”.
Comments Off Scritto da reporter - Pubblicato: Lunedì, Luglio 21st, 2008
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Comments Off Scritto da admin - Pubblicato: Sabato, Luglio 19th, 2008
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La confessione di Bobo Vieri -”Ho sbagliato a lasciare le grandi squadre in cui ho giocato. Avrei potuto finire la carriera all’Inter o al Milan”. L’attaccante, che ha appena compiuto 35 anni, spiega poi perche’ lascio’ l’Inter dopo sei stagioni: “C’erano troppi casini, non ne potevo piu’”. Nel calcio c’e’ riconoscenza? “No, per niente”. Nei giorni scorsi, Vieri e’ stato contestato da alcuni tifosi dell’Atalanta, che non hanno gradito il suo ritorno. “Non sempre le persone sanno cosa c’e’ sotto a certe scelte. Tornare a Bergamo era una questione di cuore. Convincero’ i tifosi giocando bene”. A proposito del suo ingaggio, Vieri afferma: “Ho sempre giocato per divertirmi, i soldi vengono dopo. Prima erano tanti. Ora non mi interessano: ho firmato il contratto in bianco, senza cifre”. “Il calcio e’ la mia vita, mi da’ adrenalina. Con il pallone sono felice”. Infine, Vieri annuncia: “Ho intenzione di scrivere un’autobiografia in cui spieghero’, finalmente, le mie ragioni”.
Comments Off Scritto da reporter - Pubblicato: Venerdì, Luglio 18th, 2008
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Ronaldinho in rossonero ha galvanizzato Adriano Galliani e l’intero entourage di Milanello: oggi, entrando in Figc per partecipare al Consiglio federale che discuterà sui ricorsi presentati dalle varie squadre non ammesse ai rispettivi campionati, l’ad del Milan si è mostrato euforico.
“Se mi chiedessero cosa sceglierei tra la vittoria della Coppa Uefa e del Campionato, non avrei dubbi: direi lo scudetto”. Una dichiarazione annunciata da tempo: il Milan affronterà la prossima stagione con lo specifico obiettivo di riportare i colori rossoneri sul trono italiano. Senza l’impegno in Champions League, le priorità passano sul campionato nazionale, per riportare in via Turati quello scudetto che manca dalla stagione 2003/04.
“Io non penso al derby con l’Inter - ha proseguito Galliani - penso solo alla nostra squadra. Noi ci siamo rinforzati, per questo il nostro mercato in entrata è assolutamente chiuso, mentre non lo è in uscita, perché dobbiamo ancora perfezionare qualche cessione”.
Galliani si è anche soffermato sui nuovi personaggi che renderanno ancora più interessante e avvincente la prossima stagione: si va dall’allenatore dell’Inter, Jose Mourinho, a - chiaramente - Ronaldinho, presentato ieri sera tra fasti e lussi a San Siro. “Questi personaggi elevano l’interesse verso il nostro campionato da parte dei media, aiutano a riempire gli stadi e sicuramente rendono più combattute le partite. Che ben vengano, dunque. Io l’ho sempre detto: non bisogna togliere le risorse economiche ai grandi club perché altrimenti non possono portare a termine certe operazioni come è stato fatto quest’anno”.
Comments Off Scritto da reporter - Pubblicato: Venerdì, Luglio 18th, 2008
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Per il trasferimento di Frank Lampard all’Inter “bisogna avere pazienza“.
Lo ha detto il presidente nerazzurro Massimo Moratti entrando nella sede della Federcalcio, a Roma, per la riunione del consiglio federale. “Abbiamo la volontà del giocatore, ma il Chelsea da parte sua deve far valere i suoi diritti”, ha aggiunto Moratti.
News dall’Inghilterra - Nuovo rilancio dell’Inter per Frank Lampard: per strapparlo al Chelsea i nerazzurri ora sono pronti a spendere oltre 13 milioni di euro. Ancora in bilico tra Londra e Milano, il centrocampista inglese - scrive oggi il Sun - attende la risposta del Chelsea, che ha già rifiutato le due precedenti offerte del club italiano.
Rapporto speciale - José Mourinho non ha mai nascosto la sua ammirazione per Lampard, con cui ha lavorato per più di tre anni, ribadendo anche nel giorno della sua presentazione “il rapporto speciale” che li unisce.
Speranze vive - E nonostante le minacce del Chelsea di trattenerlo fino alla scadenza del contratto, né Mourinho né Massimo Moratti pare abbiamo perso le speranze di portarlo a San Siro. “Lampard è una priorità ma se non dovesse arrivare ci guarderemo attorno - le parole di Moratti riprese dal Sun - In caso di fallimento della trattativa, cercheremo un giocatore dalle caratteristiche simili. Lampard è un ragazzo serio, indeciso tra il fascino di una nuova avventura e i doveri verso il suo club. Spetta a lui trovare una soluzione”
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La Juventus ha presentato alla stampa e ai tifosi il nuovo acquisto, il centrocampista danese Christian Poulsen.
Alle 18 il primo allenamento, al quale prenderanno parte anche i nazionali, reduci dalle ferie.
Al gruppo si uniranno Buffon, Camoranesi, Chiellini e Del Piero, oltre a Mellberg, Grygera, Sissoko e Knezevic.
Blanc: “Due anni fa, dopo Calciopoli, avevo detto che sarebbero serviti 5 anni per ricostruire una squadra forte come quella che avevamo avuto fino a quel momento. Ma questo non vuol dire che non possiamo vincere subito. Quest’anno noi vogliamo vincere qualcosa, che sia lo scudetto o una coppa”.
Poulsen: “La Juve è un grande club, ho aspettato con ansia il mio arrivo a Torino. Dopo la Germania e la Spagna questa è una grande avventura per me, spero di far bene”.
“Sono ansioso di farmi conoscere dal pubblico italiano e apprezzo Gattuso per ciò che ha detto su di me, e cioè che ho avuto coraggio a venire in Italia dopo le polemiche passate.
Spero di riuscire a cambiare l’immagine che hanno molti di me in Italia. Non sono un giocatore falloso, il mio ruolo di centrocampista difensivo comporta una certa rudezza, ma negli ultimi due anni in Spagna ho preso pochi gialli e nessun cartellino rosso”.
“Darò la mano a Totti quando lo incontrerò, non ho alcun problema con lui”.
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Comments Off Scritto da reporter - Pubblicato: Mercoledì, Luglio 16th, 2008