“Ognuno può vedere la partita come vuole, quando si perde si deve sempre trovare un colpevole e il colpevole è l’allenatore. Il presidente può dire così anche se non mi trova d’accordo“.
Dopo le critiche presidenziali alla squadra nel dopo-derby, la cenere sembrava depositata in fondo al bicchiere nerazzurro: con lo scudetto a portata di mano, e di settimana, perché insistere su un argomento quasi morto?
E invece no. Ad agitare il bicchiere c’ha pensato Roberto Mancini, evidentemente stanco di una critica in cui non si riconosce. Una critica secondo cui l’Inter vista contro il Milan domenica scorsa non ha avuto il necessario coraggio, scendendo in campo con un atteggiamento eccessivamente prudente. Risposta del Mancio a Moratti: “Non abbiamo giocato la partita per pareggiarla e dopo essere stati sotto abbiamo reagito. Le critiche comunque non sono un grande problema“.
Poi, sulla questione contratto, il tecnico nerazzurro ha sbottato: “Ho un contratto con l’Inter per i prossimi tre anni e non capisco perché voi abbiate il bisogno di sentirvi dire che io rimango. L’anno scorso le voci erano fondate perché non avevo un contratto, quest’anno il contratto c’é e quindi non c’é problema“.








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