
All’Inter lo Scudetto, alla Roma la Coccarda. L’epilogo della stagione è il medesimo di quella precedente. Con le due squadre attualmente più forti del calcio italiano che si spartiscono i due trofei tricolori. Nella finale, tornata unica dopo 28 anni, i giallorossi dimostrano di avere più fame di vittoria e, spinti dal pubblico dell’Olimpico, possono alzare davanti ai propri tifosi la nona Coppa Italia della storia del club capitolino.
Senza Ibrahimovic, decisivo per lo sprint scudetto di Parma, e con Cruz squalificato, Mancini ripropone Cesar nel tridente con Suazo e Balotelli. Spalletti lascia in panchina Panucci e Mancini, sempre più in odore di addio, a vantaggio di Cassetti e Giuly. La Roma parte forte e mette subito all’angolo i nerazzurri, che tuttavia sono i primi a tirare in porta con Stankovic al 13′. Quattro minuti dopo è Chivu a salvare miracolosamente sulla girata a colpo sicuro di Perrotta. L’altalena di emozioni continua al 24′, con Maxwell che impegna Doni sul primo palo dopo una bella azione personale, mentre a cavallo della mezzora la Roma spevanta due volte l’Inter con Vucinic, che manca la deviazione sottoporta sul cross di Cassetti, e con Perrotta che calcia troppo centralmente tra le braccia di Toldo dopo un’azione prolungata in area nerazzurra.
La Roma continua a premere e passa al 36′ con Mexes, che gira splendidamente sotto la traversa un corner sul primo palo di Pizarro. Mancini lascia negli spogliatoi Stankovic, ancora insufficiente, e manda in campo Pelè. Ma anche nella ripresa è la Roma a partire con un piglio migliore e raddoppia al 54′. Su un’azione forse viziata da un fallo di Cassetti su Cesar non segnalato da Morganti, Perrotta attira su di sè la difesa e smarca in area Vucinic, che sull’uscita di Toldo serve nuovamente il centrocampista della nazionale, vera e propria bestia nera dell’Inter alla quale ha segnato il sesto gol in sei partite.
La Roma sembra in pieno controllo della partita, ma a riaprire i giochi è lo straordinario bolide scagliato da Pelè, che lascia Doni immobile e s’insacca all’incrocio dei pali. Manca mezzora e l’Inter prende coraggio. L’ingresso di Jimenez migliora la qualità di un gioco finora quasi inesistente e al 64′ Maicon pennella al centro un pallone che Burdisso manda sul palo con un bel colpo di testa in tuffo. La Roma perde improvvisamente sicurezza - Spalletti corre ai ripari sostituendo Giuly con Cicinho - e perde Perrotta, vittima dei crampi. Ma l’operazione aggancio non riesce all’Inter, che si sveglia troppo tardi. Come tardivo è l’ingresso di Crespo, che rileva un inconcludente Suazo solamente per giocare i sei minuti di recupero. Totti, assieme a Taddei, si era già sistemato ai bordi del campo per poter alzare da capitano non giocatore la Coppa Italia, che per il secondo anno prende la strada della capitale. La sfida infinita tra Roma e Inter si riproporrà il prossimo agosto in occasione della Supercoppa Italiana. Stavolta si giocherà a San Siro.








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