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Intercettazioni Inter: prime reazioni

Tags Serie A

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Arrivano anche le prime reazioni alla notizia delle intercettazioni che riguarderebbero alcuni dirigenti dell’Inter, tra i quali il tecnico Mancini, il suo vice MIhajlovic e il suo assistente Salsano e giocatori della squadra nerazzurra come Materazzi, Ibrahimovic e il capitano Zanetti.

La prima reazione è indirettamente una conferma ufficiale dell’esistenza di questi verbali e arriva dal pubblico ministero della Procura di Milano Marcello Musso: “Valuterò se esiste la necessità di aprire un ulteriore fascicolo di inchiesta per fuga di notizie”.

Si tratta dell’unico commento ufficiale di Musso, ma è interessante: Musso è infatti anche il coordinatore dell’indagine condotta dal Ros dei Carabinieri nel corso della quale emergono i contatti dei tesserati nerazzurri con Domenico Brescia, il sarto di Rovello Porto, pregiudicato e al centro di un’inchiesta per reati legati al mondo della droga.

Si registra anche il primo commento ufficiale da parte di una delle persone coinvolte, il responsabile del Centro Coordinamento Inter Club Fausto Sala: “Con Brescia avevo un legame di natura puramente commerciale: era il sarto delle emergenze, visto che il suo negozio di Rovello Porro è molto vicino alla Pinetina e quindi ci rivolgevamo a lui per qualsiasi problema riguardante le divise dei giocatori”.

Brescia, che in effetti svolge la professione di sarto, era l’uomo di fiducia per le riparazioni sartoriali, o per la realizzazione di vestiti su misura: “Lo chiamavo solo per questo - ha dichiarato questa mattina Sala - e posso garantire che non ha mai avuto nulla a che fare con le attività del Centro coordinamento Inter Club”.

Anche il legale di Brescia, l’avvocato Marisa Gussardo ha rilasciato alcune dichiarazioni ufficiali: “Il mio assistito è amico da trent’anni di giocatori dell’Inter e frequenta abitualmente, se non quotidianamente, la Pinetina, veste diversi giocatori e l’allenatore Roberto Mancini ma non ha mai avuto rapporti illeciti con alcuno di essi; per altro non ci risulta alcuna indagine su Brescia e per noi è una sorpresa leggere quello che é stato pubblicato”.

Brescia attualmente si trova in regime di semilibertà il cui termine è previsto tra un mese. Ha subito condanne per rapina, ricettazione e per concorso colposo nell’omicidio di Rocco Carbone, un fatto del 1989, ma non ha mai subito alcuna condanna per droga. Brescia, secondo l’avvocato, non sarebbe al corrente di queste intercettazioni.

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Articolo: Giovedì, Maggio 15th, 2008


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