Il 2-0 di Anfield Road e’ una mazzata tremenda al sogno europeo, ci vorra’ davvero l’impresa tra tre settimane.
Intanto resta da riflettere su questa sconfitta, arrivata giocando dal 30′ del primo tempo in dieci per la discutibile espulsione di Materazzi (doppia ammonizione) ma pure dopo una partita interpretata male anche nella mezzora giocata a uomini pari. Il rimpianto sta nel crollo arrivato nel finale, quando lo 0-0 sembrava ormai in porto. Due gol in 5 minuti, laddove anche l’1-0 sarebbe stato un buon risultato. Serata storta. Lo si intuisce sin dai primissimi minuti. Mancini preferisce rinunciare a Vieira, che avra’ pure esperienza ma che non gioca una partita intera da settembre, per andare sul sicuro: dentro Maxwell quindi, che si mette a sinistra davanti a Chivu nel 4-4-2. Nel Liverpool Gerrard fa quasi la seconda punta, e’ Kuyt che scala sulla destra in fase difensiva. Inizio da brividi, quelli che mette addosso l’atmosfera magica di Anfield Road. L’Inter resta incantata e per un quarto d’ora se ne sta li’ buona buona, costretta a difendersi mentre il Liverpool cerca la partenza forte. Ci mettono rabbia e furore agonistico i Reds, ma non ne cavano fuori granche’. Al 30′ pero’ ci si mette De Bleeckere a complicare ancora di piu’ le cose: l’arbitro belga vede un braccio largo di Materazzi su Torres e tira fuori il giallo. Doppia ammonizione, Inter in dieci. Benitez al 19′ della ripresa si gioca anche la carta Crouch, per provare con le palle alte visto che a terra non c’e’ spazio, ma il fortino nerazzurro regge, anche se alla mezzora perde uno dei suoi pilastri, Cordoba, costretto a uscire in barella. Entra Burdisso per sostenere l’ultimo assalto ‘rosso’. Dura fino a 5 minuti dal 90′, quando alla prima vera disattenzione della difesa nerazzurra il Liverpool passa. L’Inter crolla qui. E al 90′ prende anche il secondo gol. Lo inventa Gerrard, con un diagonale da oltre il vertice destro dell’area: palla che accarezza il palo ed entra. Due a zero Liverpool, all’Inter non resta che pensare al ritorno.
LIVERPOOL - INTER 2-0 40′ st Kuyt, 45′ st Gerrard
La Roma batte per la prima volta il Real all’Olimpico, dopo aver subito il 60esimo gol di Champions di Raul. Pizarro e Mancini si infilano nel tabellino come la Roma nel gioco (bello) delle merengues. Che pure, a onor del vero, si presentano senza Marcelo, Robinho, Sneijder, Saviola Metzelder e Pepe. Un discorso che vale appena 8 minuti. Il tempo che ci mette il Real a segnare il vantaggio. Gran discesa di Robben a sinistra che serve a rimorchio Guti al limite, tiro secco, Raul ci mette il piede. La Roma si ritrova in faccia un incubo. Va sotto anche sul piano del gioco. Quello giallorosso nasce da Pizarro ma si traduce spesso nei lanci lunghi alla ricerca della via più breve per scavalcare il Real. La Roma pareggia al 24′, d’un colpo. Mancini sfonda a inistra, la mette in mezzo per Totti, Heinze lo anticipa, ma sulla ribattuta al limite c’è Pizarro, rasoterra potente, deviazione di un difensore e palla che si impenna sotto il sette. Uno a uno. Reazioncina. Perché la difesa della Roma balla, e perché il Real gioca in velocità. Una supremazia che nel primo tempo non produce altri pericoli per Doni. Ripresa uguale: Real che tiene palla e comprime la Roma, i giallorossi che non riescono a prendersi la manovrare. Doni fa il suo al 7′ quando van Nistelrooy si libera con un sombrero in area e non tira solo perché il portiere gli toglie la palla dal piede. Poi, al quarto d’ora, di nuovo la Roma. Un lampo. Lancio lungo di De Rossi, Totti stoppa e punta la difesa, assist d’esterno a Mancini in profondità, Casillas aggirato e vantaggio. Due a uno. Reazione. E storia. Finisce 2-1.
ROMA - REAL MADRID 2-1 - 8′ pt Raul (Re), 24′ pt Pizarro (Ro), 13′ st Mancini (Ro)








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