Gravi disordini a Dresda nel fine settimana tra tifosi della Dinamo e della seconda squadra della città tedesca e le forze dell’ordine, che hanno dovuto fermare gli assalti di centinaia di hooligans e naziskin in occasione delle partite di campionato contro Union Berlino e Lokomotiv Lipsia. Il bilancio è di 229 fermati e 10 feriti. Ora è tensione in vista della Coppa di Sassonia: mercoledì c’è Dinamo Dresda-Sachsen Lipsia.

Una due giorni di incidenti da far impallidire chi sostiene che il tifo sia marcio solo in Italia ha sconvolto la città di Dresda, nella Germania orientale. Il bilancio è di 229 fermati e 10 feriti, tra cui quattro poliziotti, che per tutto il fine settimana hanno dovuto fronteggiare gli assalti di hooligans e naziskin prima della Dinamo Dresda, storica squadra dell’ex Ddr, e poi del Dresda, seconda squadra della città tedesca.
Motivo del contendere, oltre agli intrecci politici del mondo ultrà di quella zona tedesca con forze politiche di estrema destra, anche la rivalità delle squadre cittadine con l’Union Berlino, vittoriosa 1-0 sulla Dinamo in un incontro di Regional Liga Nord (la terza divisione) e con la Lokomotiv Lipsia, che affrontava il Dresda in una divione minore. Sono stati in totale circa 500 i teppisti che hanno affrontato le migliaia di poliziotti accorse a Dresda per impedire scontri tra le tifoserie.
Adesso è tensione in vista di mercoledì prossimo, quando in Coppa di Sassonia la Dinamo Dresda affronterà il Sachsen Lipsia. Quella tra le squadre di Dresda, Lipsia e Berlino è una rivalità storica tra gruppi ultrà dell’ex Germania Est, che dalla caduta del Muro di Berlino è stata aggravata proprio dalla comparsa di gruppi di naziskin, fenomeno grave soprattutto nella depressa Germania orientale dove si trovano le città coinvolte.







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