Migliaia di persone hanno accolto la bara di Gabriele Sandri al suo arrivo nella chiesa di San Pio X a Roma. Gremiti di persone il sagrato e la piazza di fronte: molte le corone presenti, tra le quali spicca quella del capo della polizia Antonio Manganelli e quelle dei tifosi romanisti della curva sud. Qualche timore per le possibili intemperanze di ultras che vogliono partecipare alle esequie del giovane laziale.
Per Gabriele all’entrata nella chiesa un grande striscione bianco con una scritta nera: ”Ciao Gabriele, da oggi sarai sempre un angelo nel cielo” firmato dagli amici della Balduina.
La bara è stata portata a spalla dal padre e dal fratello del ragazzo fuori dalla sala Santa Rita e trasferita alla chiesa di San Pio X nel quartiere Balduina, dove è stata accolta dagli applausi. Per tutta la giornata di martedì la camera ardente allestita in piazza Campitelli ha visto un flusso interminabile di persone.
In concomitanza con i funerali di Gabriele Sandri la giunta comunale di Roma ha deciso di proclamare dalle 12 alle 14 il lutto cittadino. Per l’occasione gli edifici del Comune di Roma, delle società, delle aziende, delle istituzioni e delle fondazioni comunali hanno esposto a mezz’asta, in segno di lutto, la bandiera con i colori cittadini.
Per tutta la giornata di martedì la camera ardente allestita in piazza Campitelli ha visto un flusso interminabile di persone.
Ultras da tutta Italia e tanti manifesti
Fin dalle prime ore della mattina tifosi provenienti da tutta Italia si sono portati davanti alla chiesa per partecipare al funerale di Gabriele Sandri. Ci sono corone di fiori di gruppi ultras e testimonianze di supporter di Torino, Sampdoria, Taranto, Cremonese oltre a quelle di laziali e romanisti. In tutta la Capitale sui muri campeggiano dei manifesti su fondo nero con una scritta bianca: “Gabriele, Roma ti piange”. I volantini sono firmati “Nessuno tocchi Abele”.
L’agente rischia l’omicidio volontario
Intanto l’accusa per il poliziotto che ha sparato domenica all’autogrill di Arezzo, è passata da omicidio colposo a omicidio volontario. “Non si spara, la pistola è l’estrema ratio, è stato un gesto di follia”, ha detto ai giornalisti il procuratore capo di Arezzo Ennio Di Cicco aggiungendo che relativamente all’agente della polizia stradale “non sussistono pericoli di fuga”. “Per adesso - ha aggiunto - è omicidio colposo, ma da un momento all’altro potrebbe diventare volontario. Ci sono due testimoni chiave nella vicenda ed entrambi escludono che l’agente sia inciampato”.
Proseguono le indagini
Intanto, continuano gli accertamenti da parte degli investigatori, che hanno setacciato per tutta la giornata l’area di servizio dalla quale aveva sparato l’agente, in attesa anche di poter confrontare i risultati dell’autopsia con quelli delle analisi balistiche.







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