
QUI ITALIA
“Atmosfera unica”- “Meravigliosi è dire poco”. Roberto Donadoni (nella foto), ct della Nazionale, esalta gli azzurri dopo il successo per 2-1 a Glasgow contro la Scozia. La vittoria vale la qualificazione a Euro 2008. “La squadra ha fatto veramente tanto, il merito va tutto ai ragazzi. Sapevamo di dover fare una partita molto fisica, viste anche le condizioni metereologiche”, dice il ct. La sfida è andata in scena davanti al pubblico di Hampden Park che non ha mai smesso di incitare i padroni di casa. Dopo la domenica nera del calcio italiano, “bisogna evidenziare e valutare bene il comportamento dei tifosi”. Permettetemi un plauso a questo meraviglioso pubblico. Vincere e qualificarci per l’Europeo qui ha un significato incredibile, ma c’è da prendere in considerazione la sportività dei giocatori e della tifoseria. Atmosfera unica”.
Che esempio - L’esempio dell’Hampden Park, 50 mila scozzesi in festa anche dopo la sconfitta della loro nazionale, non poteva non colpire anche Donadoni. “Non c’è dubbio - ha detto il Ct riferendosi all’organizzazione attorno e dentro lo stadio - questa sera ci insegna qualcosa. Ovvero come si deve vivere una serata di calcio. Questo è il modo in cui si devono comportare dei veri tifosi. E se qualcuno se la prende vuol dire che ha la coda di paglia”. O la coscienza sporca.
“Siamo noi i Campioni del mondo” - L’Italia ha dimostrato ancora una volta di essere campione del mondo. Lo ha affermato il capitano azzurro Fabio Cannavaro, alla 112esima presenza in Nazionale (raggiunto Dino Zoff). “Abbiamo dimostrato di essere una squadra forte e compatta, che quando deve scendere in campo per vincere dà il massimo. Una squadra che un anno e mezzo fa ha vinto un Mondiale, non può dimenticarsi come si gioca a calcio. Abbiamo offerto una grandissima prova di carattere e di cuore, vincendo su un campo molto difficile, per le condizioni atmosferiche e per il pubblico. Era una bolgia. Dopo il loro pareggio abbiamo sofferto e rischiato in un’occasione, ma siamo stati bravi a reagire, a ritrovare la concentrazione e a vincere”.
Donadoni forever - “Il primo a essere messo sotto accusa è sempre l’allenatore - dice Cannavaro - ma dopo la sconfitta con la Francia all’inizio del girone non abbiamo più perso. Direi che il lavoro di Donadoni si vede”.
Voglia di normalità - Cannavaro, riferendosi agli scontri di domenica scorsa, si augura poi che il calcio italiano torni a essere quello di una volta: “Allo stadio dovrebbero andare anche i bambini e noi dobbiamo offrire esempi positivi. Il nostro calcio è il migliore al mondo, basta poco per riorganizzarsi. Mi auguro che si torni alla normalità il più in fretta possibile”.
“Dedica doverosa” - Soddisfazione anche per Luca Toni, autore della prima rete: “Un gol importante perchè ci ha permesso di andare in vantaggio, ma è stata una gran partita di tutta l’Italia. Abbiamo giocato in una bolgia infuocata facendo una gran partita e alla fine siamo riusciti a vincere”. “Doveroso”, per l’attaccante azzurro, “dedicare questa vittoria a Gabriele Sandri”. “Per noi è una bellissima vittoria anche se davanti alla tragedia è una piccolezza. Ma era dovuto”.
“La vittoria non nasconda i problemi” - Gli azzurri dedicano tutti la vittoria alla famiglia Sandri, da Donadoni a capitan Cannavaro. Perché, come dice, Gigi Buffon “per quel che può servire, allevierà il dolore e li farà sentire meno soli”. Ma le parole più dure sono di Rino Gattuso: “In questi giorni - ha detto il centrocampista del Milan e della nazionale - abbiamo portato sulle spalle il peso enorme di una domenica di violenza. Ora questa vittoria servirà a nascondere quel che è successo: ma il problema va affrontato e risolto”. Gattuso ce l’ha anche “con i tanti politici che ho sentito parlare in questi giorni: invece di parlare bisogna agire. Non posso sentir dire che le carceri sono piene. E allora che facciamo? Lasciamo questa gente in giro? Chi ha sbagliato deve pagare. Vale anche per i tanti stranieri che sono i Italia senza lavoro. Se non lo hanno devono tornare a casa altrimenti, poi, nasce violenza su violenza”. Gattuso era a Bergamo domenica scorsa quando alcuni ultrà atalantini hanno costretto al rinvio della partita. “Non ho parlato prima perché pensavo non fosse giusto alla vigilia di una partita importante. Bisogna ripartire da quell’80% di pubblico che a Bergamo gridava ’scemi, scemi’ agli ultrà. Chi fa il poliziotto, chi si occupa di sicurezza, sa chi sono queste persone. Ci sono le telecamere, gli incidenti sono successi con persone a volto scoperto. Allora che li prendano. Quando è stato ucciso l’ispettore Raciti, tutto si è fermato. Poi è morto Gabriele e siamo punto e a capo. Ora basta”.
“Felice come mio figlio” - È l’ultimo arrivato nel gruppo, nonostante i 34 anni, ma con il suo gol è diventato simbolo della qualificazione azzurra agli Europei. Christian Panucci, che era stato escluso dalla Nazionale durante la gestione-Lippi per problemi personali con l’ex Ct, ha sfruttato al meglio la possibilità concessagli da Donadoni. “E ora sono felice come un bambino - ha detto - Come mio figlio di sei anni. Ho avuto tante gioie nella mia carriera, tante soddisfazioni, ma questa è speciale. Forse la più bella e la voglio dedicare a mia madre e a mio fratello”. “E sono felice anche per Donadoni. Questo gol e questo successo sono per lui”.
“Per mia madre” - Totò Di Natale ha una dedica speciale per la qualificazione: “A mia madre, scomparsa da poco”. Poi l’attaccante parla della partita: “Più giochi e più capisci che devi dare qualcosa in più. Io sto avendo la fiducia del mister e cerco di fare il mio meglio, della prestazione di oggi sono soddisfatto. Il gol di Toni? Ho messo dentro una buona palla, poi lui è stato bravissimo a metterla dentro. Il gol mio (al 32′, annullato, ndr) era buono, visto che avevo un avversario davanti. Stasera abbiamo centrato un’impresa, meritata da tutta la squadra. Giocare in uno stadio così ha stimolato tutti a dare qualcosa in più. Mi ha impressionato il loro terzino destro (Hutton, ndr), ripartiva come un treno, è pronto per il campionato italiano”.
“Mentalità giusta” - Tocca infine a Vincenzo Iaquinta, prezioso il suo contributo dal 67′, quando ha rilevato Di Natale: “Abbiamo la mentalità giusta e siamo un gruppo compatto, solo così si possono affrontare gare difficili come quella di stasera e scendere in campo per giocarcela. Abbiamo avuto ragione ancora una volta - è il commento dell’attaccante - ed è bello aver centrato la qualificazione: dopo aver vinto un Mondiale, è il massimo. Ho temuto un po’ quando ho fallito il 2-1 e subito dopo sono stati loro ad avere la palla del vantaggio, ma è andata bene. Il pubblico scozzese? C’è da prendere esempio, nessuno ci ha dato fastidio all’uscita dell’hotel, è la mentalità giusta, ma da noi c’è da lavorare. Spero che la gente capisca che bisogna cambiare qualcosa”.
QUI SCOZIA
“Punizione assurda” - Rammaricato per la sconfitta, il ct degli scozzesi Alex McLeish non riesce a digerire la “sconfitta immeritata”. “Nel secondo tempo abbiamo giocato nella metà campo italiana, ma alla fine eravamo morti, mentre loro avevano mantenuto la pericolosità sui calci da fermo, come dimostra il gol di Panucci”. La rete è nata da una punizione erroneamente assegnata all’Italia e poi calciata da Pirlo per la testa del difensore. “Una decisione spaventosamente incredibile, Hutton aveva perso l’equilibrio. Ma preferisco non lamentarmi troppo, voglio evitare ulteriori problemi, anche se ogni decisione dubbia è andata in direzione dell’Italia”. McLeish, però, si dice “fiero” della sua squadra. “Il gol di Toni è un nostro regalo, abbiamo perduto la concentrazione. E quando Miller ha messo in mezzo per McFadden, credevo fosse gol, mi sono quasi sentito morire”.







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