
La sentenza della Uefa
Tre aggettivi per riassumere una sentenza: illogica, sbilanciata e astiosa. Il Milan è furibondo con l’Uefa ma non c’è tempo per parlare, l’avvocato rossonero Leandro Cantamessa da ieri sera è al lavoro per preparare il ricorso d’urgenza contro le due giornate di squalifica che la Commissione Disciplinare e di Controllo dell’Uefa ha inflitto a Nelson Dida per condotta antisportiva. L’obiettivo è farsi togliere almeno una giornata prima della prossima partita di Champions League che si giocherà il 24 ottobre a San Siro contro lo Shaktar Donetsk. Il Milan è uscito indenne dalla sceneggiata che il portiere rossonero ha fatto vedere in mondovisione dieci giorni fa, ma non è stato riservato uguale trattamento al suo tesserato che subisce una sanzione più pesante del Celtic che, inaspettatamente, se l’è cavata con soli 35.760 euro di multa con la condizionale per l’invasione di campo del tifoso che ha beffeggiato Dida.
Cantamessa è sbigottito: «Considerato il clima mediatico è già tanto che il Milan ne sia uscito indenne», poi aggiunge: «Le mie preoccupazioni erano fondate. Immaginavo che si andasse incontro ad una decisione di questo tipo, c’è astio nei confronti di Dida». Adriano Galliani ieri è rimasto a stretto contatto sia con il portiere brasiliano che con Silvio Berlusconi, il quale non era affatto soddisfatto della decisione presa dall’Uefa. Ciò che ha creato sconcerto è stato il diverso trattamento riservato alle due parti in causa, la multa inflitta al Celtic è stata ironicamente definita una «modica cifra» e soprattutto ha creato un precedente pericoloso. «Qualsiasi tifoso può sentirsi autorizzato a entrare in campo e avvicinare un giocatore avversario sapendo di non imbattersi in una punizione esemplare» questo è il pensiero dei dirigenti rossoneri che sottolineano sarcasticamente quanto segue: «Da oggi si può colpire un giocatore sapendo di prendere solo una multa, mentre se si casca per terra si beccano due giornate di squalifica».







Loading ...
