La crisi è acuta e la contestazione imperversa. Mai un inizio di stagione peggiore negli ultimi anni, la Roma così in basso in classifica è roba d’altri tempi, lontani, troppo.
Dopo le prime schermaglie, domenica sera con l’arrivo della squadra a Trigoria, i malumori degli ultras si sono ripetuti in mattinata con il gruppo chiuso in ritiro nel centro sportivo “Fulvio Bernardini”. “Andate a lavorare” è il coro di rito dedicato ai giocatori, ritenuti colpevoli, più di Spalletti, dei mancati risultati e delle prestazioni poco confortanti della squadra.
Nessuno risparmiato - Insulti coloriti non sono mancati come chi ha indicato in un gregge di pecore, di passaggio, ciò che pensa della squadra, ponendo l’accento su una evidente difficoltà, da parte della Roma, di stare in campo in modo ordinato e, soprattutto, di sopperire con il carattere alle mancanze psico-fisiche. Concetto ribadito anche in uno striscione tra i più classici in queste circostanze: “Fuori le p…” è l’invito ricorrente a cominciare da mercoledì, nella gara contro la Sampdoria in cui ci sarà di fronte un certo Antonio Cassano, l’ex di turno col dente avvelenato
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