“Io oggi non porterei i miei figli in uno stadio italiano“.
Così il capitano della Nazionale Fabio Cannavaro ha commentato dal ritiro la nuova ondata di violenza sulla serie A, un problema che a detta dello stesso difensore del Real Madrid costituisce un motivo di “vergogna”.
E da calciatore simbolo di Napoli ha concluso: “Io sono sempre fiero di essere napoletano. Non è solo un problema di Napoli, ma di tutto il nostro Paese”.
Secondo il capitano della nazionale quella di impedire le trasferte ai tifosi per arginare il problema della violenza nel calcio “non è una soluzione valida“.
Bisogna andare nelle curve, eliminare i violenti e riuscire a portare più bambini allo stadio. “Le curve - insiste Cannavaro - sono piene, non c’è organizzazione, a differenza dell’estero. Il Bernabeu ad esempio sembra più il salotto di casa, anche a Madrid hanno tifosi ma li hanno ridimensionati parecchio”.
Il difensore della Nazionale ricorda che “le regole ci sono, bisogna metterle in atto come hanno fatto in Inghilterra con gli hooligans“. Oltretutto, evidenzia Cannavaro, “molti sapevano che Roma-Napoli era una partita a rischio ma non hanno fatto niente”.








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