
Quattro persone sono morte e altre 40 sono rimaste ferite in una serie di scontri fuori allo stadio di Pueblo Nujevo, nell’ovest del paese. Gli incidenti sono scoppiati durante le prime ore di oggi, quando circa 10 mila persone erano riunite per acquistare biglietti per la finale del campionato venezuelano, fra i locali del Deportivo Tachira ed il Caracas FC. Per placare la violenza fra i tifosi si e’ reso necessario l’intervento della Guardia Nazionale.
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Si trattasse di un film, il titolo, ironico, sarebbe “Dalla Cina con furore“.
Il problema è che di ironico, in questo caso, non c’è proprio nulla e il furore, questa volta, è stato davvero troppo.
Questi i fatti: reduce da una fresca retrocessione in serie B, il Parma, di ritorno dalla trasferta cinese, è stato contestato duramente da alcuni ultras. Lo scenario è facilmente immaginabile: qualche coro non propriamente gradevole e qualche insulto decisamente sopra le righe. Tutto nella “norma”, insomma.
Per tutti tranne che per Coly che, provocato, ha reagito violentemente colpendo con due pugni al volto uno dei tifosi. Il tutto davanti allo stadio Tardini, dove la formazione gialloblu era arrivata con un pullman direttamente dall’aeroporto milanese di Linate. Fatto sta che per sedare quella che ormai era diventata una vera e propria rissa tra giocatori, dirigenti e tifosi sono dovute intervenire due pattuglie della polizia. Il giovane colpito avrebbe poi rifiutato il trasporto al pronto soccorso e non avrebbe, almeno per il momento, denunciato nessuno.
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E’ di due accoltellati lievi il bilancio del dopo partita Roma-Inter, finale di Coppa Italia che si e’ disputata ieri sera nella capitale. E’ accaduto attorno a mezzanotte e mezza alla stazione della metropolitana di Lepanto, in zona Prati dove i due giovani si sono affrontati e sono stati divisi dalla polizia. Prima dell’incontro all’esterno dell’Olimpico c’era stata un’aggressione da parte di un gruppo di tifosi giallorossi ai danni di interisti: sei i fermati e tre i contusi lievi.
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Un migliaio di interisti in corteo con fumogeni, striscioni, petardi e bandiere davanti allo stadio Tardini. Slogan contro la polizia.
Ore 14,34 - Fumogeni nell’asilo
I tifosi interisti che si sono radunati nell’asilo nido nel Parco Ferrari hanno lanciato alcuni fumogeni all’interno dell’edifico scolastico usato per ripararsi dal nubifragio che ha colpito la città.
Ore 14,30 - Tante bandiere interiste
Lo stadio si sta riempendo. In curva Sud colpisce l’alto numero di bandiere interiste che sono la stragrande maggioranza. Nello spicchio di curva sud stanno arrivando anche le scolaresche.
Ore 14.02 - Scontri in via Partigiani
Cariche della polizia in via Partigiani d’Italia. Durante le cariche colpiti col manganello due giornalisti di Repubblica parma. Fortunatamente senza gravi conseguenze
Il VIDEO del corteo interista:
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Non si rassegnano i tifosi interisti dopo la decisione del prefetto di vietare la trasferta a Parma. Anzi. Dal sito ufficiale della Curva Nord, storica compagine di sostenitori dell’Inter, un comunicato ufficiale rilancia infatti l’invito a recarsi domenica nella città emiliana, nonostante il divieto del prefetto.
“La Nord, nel caos che regna, tiene a confermare l’unica certezza: gli interisti ci saranno!” così esordisce il comunicato, diffuso dal sito della Curva Nord. La trasferta però non sarà una protesta, bensì un modo di esprimere il proprio supporto alla squadra: “Sia chiaro - prosegue il comunicato - che domenica, piaccia o no, ci sarà comunque un’invasione nerazzurra che sarà assolutamente pacifica e che la nostra voce, dentro o fuori dallo stadio, dovrà essere un boato“.
“Non si può pensare - prosegue il comunicato della Curva Nord - che 100 km che separano Milano, l’Inter e soprattutto gli interisti dalla possibilità di vincere uno scudetto, possano rappresentare per qualcuno un ostacolo. La volontà diffusa ed accertata dalle centinaia di mail che arrivano al nostro sito oltre che dalle centinaia di telefonata da ogni parte d’Italia, è di accogliere la squadra all’arrivo all’esterno dello stadio e, se proprio non ci sarà l’opportunità di assistere all’incontro, di attenderne l’uscita al termine dell’incontro“.
Anche il dirigente nerazzurro Alberto Paolillo ha espresso “delusione” per la decisione del Prefetto. Queste le sue dichiarazioni: ”Per il bene del calcio i tifosi di tutte le squadre devono poter andare allo stadio a vedere le partite. Non volevamo nè privilegi nè favori, ritenevamo che sia l’Inter che la Roma dovessero poter giocare domenica davanti ai loro tifosi e quindi questa decisione ci dispiace molto”.
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Il Viminale ha deciso di scaricare la decisione di autorizzare o meno la trasferta a Parma dei tifosi interisti, in vista dell’ultima giornata di Campionato, al Prefetto.
La riunione d’urgenza dell’Osservatorio del Viminale, con le componenti sportive che hanno ribadito la richiesta di par condicio tra tifosi interisti e romanisti (ai quali è stata vietato ieri di andare a Catania), ha infatti stabilito che la scelta definitiva spetta al responsabile della prefettura della città emiliana. Dovrà esprimersi “tra oggi e domani”.
Intanto è stata posticipata la data e l’ora da destinarsi per la messa in vendita, che doveva iniziare questa mattina alle 10, dei biglietti per il settore ospiti della partita Parma-Inter di domenica prossima. ”Su disposizione del Parma F.C, l’apertura delle vendite per l’incontro Parma-Inter in programma il 18 maggio allo Stadio Tardini è stata posticipata a data e ora da destinarsi”.
ORE 13:10: “RISCHIO SCONTRI A PARMA”
Le questure di Roma e Parma hanno segnalato con note al Viminale rischi per l’ordine pubblico domenica prossima a Parma. A quanto si apprende da fonti ufficiose ma autorevoli, ci sarebbe il rischio che tifosi romanisti possano andare domenica a Parma in segno di protesta contro la decisione di vietare la trasferta dei sostenitori giallorossi a Catania, nonchè la possibilità di tensioni tra tifosi interisti e parmigiani, sempre a Parma. Le segnalazioni sono all’esame dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazione sportive.
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L’Osservatorio del ministero dell’Interno ha deciso di vietare trasferte organizzate ai tifosi della Roma per la partita di domenica a Catania. Semaforo verde, invece, per quelli dell‘Inter in vista della contemporanea gara di Parma.
Il tavolo su queste decisioni però non è ancora sciolto, l’Osservatorio è aperto ad altri significativi contributi per vedere se sarà possibile tornare sulla decisione presa, giovedì infatti ci sarà una nuova riunione.
A far pendere l’ago della bilancia in questa direzione è stato il parere del prefetto di Catania, Giovanni Finazzo, secondo cui “non era opportuno che venga consentito ai tifosi romanisti di venire a in Sicilia per la partita“. Che poi ha commentato positivamente la decisione presa: “Sportivamente parlando è un peccato ma c’era reale la possibilità di scontri”
Il commento del questore etneo Michele Capomacchia: “Una decisione che rende meno impegnativi i problemi di ordine pubblico domenica prossima, ma bisognerà comunque tenere alta l’attenzione perché ci sono grandi aspettative da parte dei tifosi siciliani. Da Catania era stato segnalato all’Osservatorio quello che poteva accadere, e comunque le forze dell’ordine erano pronte a intervenire opportunamente“.
Catania-Roma di giovedì scorso, in coppa Italia, era stata vietata ai tifosi giallorossi, sempre su suggerimento delle autorità locali, preoccupate, fra l’altro, dal precedente dell’Olimpico: nel match d’andata di campionato, infatti, furono accoltellati tre tifosi rossoblù.
Il commento del presidente del Catania Pulvirenti sulla decisione dell’Osservatorio: “Noi come tifoseria abbiamo subìto più di ogni altra, ma il Viminale ha deciso di continuare su questa strada. Come uomo di sport non mi fa piacere ma la strada è questa. Se il campionato è falsato? La presenza di mille tifosi non credo possa alterare la partita. La Roma è forte di per sé e non credo che possa influire la presenza di 1.000 o 1.200 tifosi”.
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I sogni della Roma e dei suoi sostenitori potrebbero trasformarsi in realtà domenica contro il Catania. Lo scudetto è (teoricamente) vicino e il Massimino ospiterà una delle partite più impegnative del campionato. Con la squadra di Zenga in lotta per la salvezza, l’ambiente siciliano non sembra il più rilassato. Ma non è l’unico. Ecco perché si teme per l’ordine pubblico.
Appuntamento domani (martedì) al Viminale, alle 11.30, per valutare i risvolti della sicurezza dell’ultima giornata di serie A: la riunione dell’Osservatorio sugli avvenimenti sportivi, inizialmente prevista per oggi, deciderà soprattutto se lasciare aperta ai tifosi della Roma la trasferta siciliana. Per questo, e per valutare tutti gli aspetti di un evento che al Viminale ritengono ‘’straordinario”, nella riunione di domani saranno presenti anche i rappresentanti delle quattro società coinvolte nella sfida scudetto-salvezza: Catania, Roma, Parma e Inter, più i gestori della vendita dei biglietti. Catania-Roma di giovedì scorso, in coppa Italia, era stata vietata ai tifosi provenienti dalla capitale, ma in questo caso la decisione potrebbe essere diversa.
La riunione dell’Osservatorio ha come intenzione primaria quella di permettere ai tifosi della Roma di essere presenti al Massimino in circa 1.800. Il Questore e il Prefetto di Catania sono, però, contrari: nella gara d’andata, all’Olimpico, sono stati accoltellati tre tifosi rossoblù.
Spalletti avverte: “In una situazione del genere bisogna tener conto di diverse cose: perché vorrebbe dire avantaggiare una squadra e svantaggiare l’altra. Non si può ignorare l’aspetto dell’equilibrio: quindi bisogna stare attenti a spostare piccoli vantaggi da una parte all’altra. Comunque saranno due partite difficili per tutt’e quattro le squadre”.
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Un tifoso della Fermana e’ stato arrestato dalla polizia perche’ la sera del 16 aprile ha lanciato in campo una mazza sfiorando i giocatori.
Il fatto e’ accaduto in occasione della finale di Coppa Italia Marche tra le squadre dell’Urbania-Pesaro e della Fermana. L’episodio era stato filmato dalle telecamere.
L’ultra’ e’ stato identificato e arrestato nella sua abitazione di Fermo.
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Gli investigatori della Digos della Questura di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 tifosi etnei appartenenti al gruppo ultras Associazione non riconosciuta (Anr) per associazione per delinquere, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, porto di armi improprie e di materiale esplodente.
Tra gli arrestati c’è anche il capo del gruppo Giovanni Rira Galvagna, di 28 anni, detto ‘Koala’, già indagato per gli scontri del 2 febbraio 2007 durante il derby Catania-Palermo, in cui rimase ferito mortalmente l’ispettore di polizia Filippo Raciti.
Gli indagati sono tutti estranei al delitto e l’inchiesta si occupa di altri episodi di aggressione di ultras a forze dell’ordine. L’operazione è stata denominata ‘No stop’ perché partita dopo i tragici fatti del 2 febbraio del 2007. Gli investigatori della Digos hanno messo sotto controllo le tifoserie più “agitate” del Catania con intercettazioni ambientali e pedinamenti. Sarebbe emerso, secondo la tesi della Procura della Repubblica, che il gruppo Anr agiva “per turbare l’ordine pubblico” e aveva come obiettivo di “compiere atti di violenza contro le forze dell’ordine”.
“Noi allo stadio vinciamo sempre perché ci andiamo non per vedere la partita, ma per aggredire i poliziotti”. E’ il “motto” di indirizzo dell’attività del gruppo ultras Anr, secondo quanto emerge dalla indagini della Digos della Questura di Catania.
Dalle intercettazioni gli investigatori della Digos hanno raccolto anche frasi che contengono risultati come, per esempio, “2-0″, ma che non si riferivano alla partita di calcio, ma al numero di poliziotti feriti. Così, secondo l’accusa, per loro gli scontri con la morte di Raciti, alla quale gli indagati sono estranei, finì 1-0.
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