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Striscioni offensivi, trasferte vietate, partite a porte chiuse, scontri fuori dallo stadio, campi squalificati o diffidati…questa è la situazione del calcio in Italia.

Come era facile immaginare, passato il momento di sgomento per l’evento luttuoso, in Italia si è dimenticato. Il popolo italiano è, infatti, un popolo che si indigna facilmente.
Ma l’indignazione a noi italiani dura come l’orgasmo…e dopo viene sonno.

E’ bastato poco per dimenticare, molto meno per ricominciare a vedere negli stadi i soliti “imbecilli” monopolizzare l’attenzione di chi vorrebbe parlare di calcio raccontando una rovesciata o un dribbling.

La soluzione che va per la maggiore ultimamente, è quella di chiudere uno stadio. Ma questa soluzione non può esser quella giusta: è come se, visto che ci sono le rapine in banca, lo stato decidesse di chiudere le banche.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a rischio ci sono le “notturne” delle prossime giornate.

Ma il vero rischio è per il futuro del calcio.

L’Osservatorio del Viminale, infatti, oggi prenderà in esame le gare del nono turno, ma tra le forze dell’ordine c’è preoccupazione per la scelta della Lega di fissare in notturna le gare che vedono coinvolti alcuni dei club già nel mirino per gli incidenti causati dalle loro tifoserie. I maggiori interrogativi sono proprio sul posticipo del 28 ottobre per Napoli-Juventus ma anche per il successivo Juventus-Inter del 4 novembre.

A porre il problema è stato il segretario regionale del Siulp (il maggior sindacato di polizia) lombardo, Italiano. Intervenendo a Telenova, il dirigente sindacale ha posto la questione in termini perentori: “Non è possibile che la Lega indichi un orario serale per delle gare a così alto rischio dopo i preoccupanti precedenti di Sampdoria-Genoa e Torino-Juventus. Il male della violenza è preoccupante e le società devono fare la loro parte in questa fase così delicata. E’ vero che gli incidenti sono diminuiti, ma è presto per abbassare la guardia. E mi chiedono se debbano prevalere gli interessi delle televisioni su quelli della sicurezza”.

Il Prefetto di Roma, Mosca, come abbiamo visto ha deciso di aprire lo stadio Olimpico solo agli abbanoti della Roma, in occasione della partita tra la squadra giallorossa e il Napoli. “Motivi di ordine pubblico” la spiegazione.

Ma le misure repressive non possono rappresentare la soluzione del problema.
Per risolvere la piaga dei tifosi violenti servono regole dure, forti, realmente applicate; serve un controllo serio all’ingresso degli stadi e anche all’interno.

E chi sbaglia deve pagare.

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Posted by admin on 31 Ott