
Passione azzurra - Non sono arrivate fino all’abitudine inglese dello spogliarello completo, ma ci sono andate vicino. E’ l’inconsueto fuori programma di due ragazze che hanno fatto invasioni di campo a Coverciano per salutare gli Azzurri spogliandosi fino a un risicatissimo bikini. A metà della sessione di lavoro della nazionale le due aspiranti streakers, una alta e bionda l’altra di media statura e bruna, hanno fatto irruzione di corsa al centro del campo dove, i giocatori si stavano dissetando in una pausa. Sorpresa generale, e sguardi incuriositi fin quando sono intervenuti due addetti alla sicurezza che hanno accompagnato la bionda, completamente in bikini, e la mora in pantaloni e reggiseno.
Archivio Maggio 25th, 2008...
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Quando manca solo una giornata alla fine del campionato cadetto, la serie B emette i suoi primi verdetti. Il più importante riguarda la favola più bella del nostro calcio: il Chievo. La squadra veneta, dopo un anno di purgatorio, può festeggiare la matematica promozione in serie A. Alla formazione allenata da mister Iachini, infatti, era necessario un solo punto contro il Grosseto per tornare tra le grandi, e un punto è arrivato.
In vantaggio al 41′ con Ciaramitaro, il Chievo si è fatto raggiungere al 10′ della ripresa, calcio di rigore che Danilevicius non sbaglia. Un campionato a cui il Grosseto non ha altro da chiedere e così, in campo, è solo festa.
Una festa, invece, rimandata per il Bologna che, nonostante il successo ottenuto in casa del Mantova, dovrà aspettare settimana prossima per sapere se sarà promozione o play off. Il Lecce, infatti, con la vittoria per 3-1 con il Messina, si tiene ad un punto di distanza dalla formazione emiliana. Un punto importante che vale l’intera stagione, un punto che potrebbe fare la differenza settimana prossima.
Prosegue il momento no dell’Albinoleffe che deve fare i conti con il tezo ko consecutivo. Una sconfitta pesantissima (4-0) venuta davanti al proprio pubblico per mano del Rimini. La squadra bergamasca ha ancora una domenica per ritrovarsi in vista dei play off. Così come il Brescia che, nonostante il 2-2 con il Frosinone non ha proprio convinto.
Festeggia invece il Pisa. La squadra toscana ha battuto lo Spezia per 1-0 regalandosi così l’aritmetica qualificazione per i play off e condannando gli avversari alla C. Retrocede anche l’Avellino che, per effetto del risultato proveniente da Trieste (Triestina-Treviso 0-1), va a -9 dalla formazione veneta. Troppi. Troppi anche per il regolamento secondo cui non sarà possibile giocare i play out. Il Treviso è salvo, l’Avellino no.
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E’ di due accoltellati lievi il bilancio del dopo partita Roma-Inter, finale di Coppa Italia che si e’ disputata ieri sera nella capitale. E’ accaduto attorno a mezzanotte e mezza alla stazione della metropolitana di Lepanto, in zona Prati dove i due giovani si sono affrontati e sono stati divisi dalla polizia. Prima dell’incontro all’esterno dell’Olimpico c’era stata un’aggressione da parte di un gruppo di tifosi giallorossi ai danni di interisti: sei i fermati e tre i contusi lievi.
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All’Inter lo Scudetto, alla Roma la Coccarda. L’epilogo della stagione è il medesimo di quella precedente. Con le due squadre attualmente più forti del calcio italiano che si spartiscono i due trofei tricolori. Nella finale, tornata unica dopo 28 anni, i giallorossi dimostrano di avere più fame di vittoria e, spinti dal pubblico dell’Olimpico, possono alzare davanti ai propri tifosi la nona Coppa Italia della storia del club capitolino.
Senza Ibrahimovic, decisivo per lo sprint scudetto di Parma, e con Cruz squalificato, Mancini ripropone Cesar nel tridente con Suazo e Balotelli. Spalletti lascia in panchina Panucci e Mancini, sempre più in odore di addio, a vantaggio di Cassetti e Giuly. La Roma parte forte e mette subito all’angolo i nerazzurri, che tuttavia sono i primi a tirare in porta con Stankovic al 13′. Quattro minuti dopo è Chivu a salvare miracolosamente sulla girata a colpo sicuro di Perrotta. L’altalena di emozioni continua al 24′, con Maxwell che impegna Doni sul primo palo dopo una bella azione personale, mentre a cavallo della mezzora la Roma spevanta due volte l’Inter con Vucinic, che manca la deviazione sottoporta sul cross di Cassetti, e con Perrotta che calcia troppo centralmente tra le braccia di Toldo dopo un’azione prolungata in area nerazzurra.
La Roma continua a premere e passa al 36′ con Mexes, che gira splendidamente sotto la traversa un corner sul primo palo di Pizarro. Mancini lascia negli spogliatoi Stankovic, ancora insufficiente, e manda in campo Pelè. Ma anche nella ripresa è la Roma a partire con un piglio migliore e raddoppia al 54′. Su un’azione forse viziata da un fallo di Cassetti su Cesar non segnalato da Morganti, Perrotta attira su di sè la difesa e smarca in area Vucinic, che sull’uscita di Toldo serve nuovamente il centrocampista della nazionale, vera e propria bestia nera dell’Inter alla quale ha segnato il sesto gol in sei partite.
La Roma sembra in pieno controllo della partita, ma a riaprire i giochi è lo straordinario bolide scagliato da Pelè, che lascia Doni immobile e s’insacca all’incrocio dei pali. Manca mezzora e l’Inter prende coraggio. L’ingresso di Jimenez migliora la qualità di un gioco finora quasi inesistente e al 64′ Maicon pennella al centro un pallone che Burdisso manda sul palo con un bel colpo di testa in tuffo. La Roma perde improvvisamente sicurezza - Spalletti corre ai ripari sostituendo Giuly con Cicinho - e perde Perrotta, vittima dei crampi. Ma l’operazione aggancio non riesce all’Inter, che si sveglia troppo tardi. Come tardivo è l’ingresso di Crespo, che rileva un inconcludente Suazo solamente per giocare i sei minuti di recupero. Totti, assieme a Taddei, si era già sistemato ai bordi del campo per poter alzare da capitano non giocatore la Coppa Italia, che per il secondo anno prende la strada della capitale. La sfida infinita tra Roma e Inter si riproporrà il prossimo agosto in occasione della Supercoppa Italiana. Stavolta si giocherà a San Siro.
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