




E’ un Luca Toni a tuttotondo quello che fa il bilancio della sua prima stagione in Bundesliga, pensando agli Europei e a… Rino Gattuso. L’attaccante del Bayern Monaco, infatti, ha ufficializzato il suo “corteggiamento” al milanista, sempre più in odore di addio alla maglia rossonera.
“Giocare con lui al Bayern mi farebbe piacere - ha detto Toni in occasione del prossimo lancio del suo sito personale - ma Rino è un giocatore del Milan, ha un contratto, e devono decidere lui e la società. Io ho chiesto ai miei dirigenti di prendere qualche italiano per avere un po’ di compagnia e certamente Gattuso è un calciatore forte, che può farci fare un altro salto di qualità per la Champions, cercato comunque da molti club in Europa”.
Sul futuro: “Ora resto certamente a Monaco e con il Bayern vorrei essere protagonista in Champions League. Per il futuro poi vediamo, perché l’Italia per certe cose mi manca. E poi mi sono fermato a 91 gol in serie A e vorrei arrivare a 100″, ha detto.
Luca Toni Pallone d’Oro?: “La vedo molto dura, ci sono tanti giocatori forti che fanno tanti gol, non sono sicuramente nella lista dei primi perché quest’anno c’è Cristiano Ronaldo”.
Infine, un pensiero agli imminenti Europei dove l’Italia arriva da campione del Mondo. ”Andiamo all’Europeo per cercare di toglierci altre soddisfazioni - ha concluso Toni senza entrare nel merito delle scelte di Donadoni - . Siamo in un girone di ferro, ma dimostreremo tutto il nostro valore”.
Le immagini più bizzarre raccolte da tutti i campi di Serie A da Giacomo Valenti.
By Controcampo Diritto di Replica.
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“Allora presidente, andiamo a vincere anche la Coppa Italia?”, gli ha chiesto un tifoso.
“A Roma ci manderei i ragazzini…”, e’ stata la polemica risposta del presidente dell’Inter Massimo Moratti.
E’ stato questo l’unico accenno fatto i mattinata dal presidente nerazzurro alle polemiche precedenti e anche successive alla partita di Parma che ha dato lo scudetto alla sua squadra.
Per quanto riguarda Mancini, Moratti ha spiegato che “Parleremo tra poco e vedremo che cosa fare”.
Il presidente nerazzurro ha poi confermato che questa “e’ la piu’ grande soddisfazione da presidente, anche perche’ e’ la piu’ recente. Comunque sia e’ stato molto bello e fa piacere far contenti anche gli altri. Ieri ho visto il pubblico sinceramente contento”.
Proprio al pubblico nerazzurro, Moratti ha dedicato il 16/mo scudetto: “Lo dedico al pubblico perche’ ha sofferto nelle ultime domeniche, pero’ e’ stato saggio e ha saputo sostenere la squadra. Questo e’ stato un grande aiuto per tutti noi”.
La festa ha inizio - Già verso le 19, i primi supporter nerazzurri si erano trovati davanti allo stadio con tanto di bandiere e striscioni per festeggiare lo scudetto e intonare cori per la squadra (’i campioni d’Italia siamo noi’) e anche numerosi sfottò nei confronti di Juve e Milan. Si sta piano piano riempiendo lo stadio di San Siro per la festa dello scudetto dell’Inter e numerosi tifosi hanno anche scavalcato le transenne e si sono seduti nei posti riservati alla stampa. La curva storica degli ultras nerazzurri è già piena e tribune e spalti si stanno a poco a poco riempiendo mentre altri tifosi stanno ora facendo il loro ingresso dai cancelli dell’impianto sportivo. Al centro del campo è stato già allestito il palco dove avverrà la premiazione da parte della Lega Calcio. Poco distante, sempre sul prato verde, è stato collocato un enorme scudetto con il numero 16.
“Meritate voi ma la mangiamo noi”. Quando è arrivata la maxi-torta, preparata per festeggiare lo scudetto n.16, è partito questo coro ironico nella sala dell’hotel Melia, dove si è svolta la cena e la festa interista prima del trasferimento allo stadio Meazza. E’ stata una sorta di risposta indiretta al ‘rosicone’ De Rossi, che ha parlato di campionato falsato e ai romanisti che hanno condiviso questa tesi. Unico in giacca e cravatta il presidente Massimo Moratti, con al collo una sciarpa ovviamente nerazzurra. Cori da stadio per tutta la serata: dall’inevitabile ‘chi non salta rossonero e” al ‘c’è solo un presidente, un presidente’, al ‘Roberto Mancini, Roberto Mancini‘ fino a quello dedicato al capitano Javier Zanetti, sempre present e anima della squadra.
E alle 22.33 la Coppa alzata al cielo da Javier Zanetti, il capitano dei campioni d’Italia dell’Inter. Tutto intorno uno stadio colorato di nerazzurro, con circa 60.000 tifosi a cantare ed applaudire i propri eroi. Tutti, a cominciare da Moratti e Mancini, che non si sa ancora se rimarrà, ma sembra destinato ad andare al Chelsea. E poi Ibrahimovic, l’uomo-scudetto, Materazzi (meno scatenato del solito) e tutti gli altri.