Archivio Maggio 14th, 2008...
Tags Serie A
Christian Vieri si confessa in un’intervista concessa a Sky e ricostruisce i passaggi fondamentali della propria carriera.
I RAPPORTI CON LIPPI ALLA JUVE
”Il mio incontro con lui? Un incontro di boxe! Ci siamo presi un po’, durante l’anno. C’è stato uno scambio di opinioni abbastanza forte. Durante un Juve-Atalanta, io ero entrato al 40′ e dopo cinque minuti finì il primo tempo. Lui mi disse qualcosa negli spogliatoi e io gli risposi. Furono bravi i miei compagni a separarci. Forse è stata quella la scintilla che ci ha fatto conoscere. Siamo entrambi toscani e ci piace dire le cose in faccia. Quella sera Peruzzi mi chiamò per andare fuori a cena e mi portò nel ristorante dove c’era anche Lippi. Andai a chiedergli scusa, abbiamo parlato un po’. Poi ho fatto tribuna per le tre-quattro partite che seguirono. Dopo mi fece giocare una partita a Milano contro l’Inter, quella successiva contro la Roma, entrambe in coppia con Amoruso, e da quel momento non sono più uscito di squadra. Ora il rapporto fra noi è sempre molto diretto, ma andiamo d’accordo. Poi l’ho ribeccato all’Inter. Ci sono andato perché c’era lui“.
IL PASSAGGIO ALL’ATLETICO MADRID
“Ci fu una richiesta dell’Atletico e mi sembrò giusto accettare per tanti motivi. Se tornassi indietro, non andrei mai via dalla Juventus, ma in quel momento era giusto così. Anche a livello economico era molto importante per me e quindi sono partito. Il giocatore sceglie sempre. Se il giocatore dice di no, non va da nessuna parte. E io ero d’accordo per andare via“.
I PROBLEMI CON SACCHI E IL RITORNO IN ITALIA
“L’anno dopo, all’Atletico Madrid, arrivò Sacchi e io sono scappato. E’ una storia lunga. Durante gli allenamenti c’era troppa tattica, non mi divertivo. E allora ho detto al mio procuratore che avrei preferito tornare in Italia. Non fu difficile trovare una squadra, la Lazio di Eriksson. In quel periodo avevo buone richieste. A Roma si stava bene e c’era una squadra fortissima. Mi sono fatto male subito al ginocchio e quasi me lo sono rotto. Sono stato fuori tre mesi“.
IL PASSAGGIO ALL’INTER
“Dopo aver cambiato otto squadre in otto stagioni sono approdato all’Inter con il soprannome di ‘mister 90 miliardi’. A me non interessava proprio. Se mi pagavano 20 o 90 miliardi, non erano problemi miei. Siamo stati anche sfortunati, perché io e Ronaldo ci siamo fatti male entrambi. Io mi sono strappato tre volte in un anno. Se non ci fossimo fatti male, secondo me avremmo vinto alla grande. Tutti gli anni sembrava dovessi tornare alla Juventus. All’inizio all’Inter le cose non andavano bene e c’erano tantissimi problemi. Alla Juve mi volevano e quindi sarei andato anche volentieri“.
IL PEDINAMENTO
“E’ difficile trovare le parole, penso di aver dato tanto all’Inter e non meritavo un trattamento così. Cosi’ è uno schifo, non è bello. E’ una vigliaccata andare ad intercettare le telefonate delle persone. Non si fa. E’ illegale. Infatti c’è una causa in corso. Moratti mi ha sicuramente deluso, perché è stato lui a fare tutto quanto, però fa parte della vita“.
IL RAPPORTO CON RONALDO
“Eravamo come fratelli. Stavamo sempre insieme, ci siamo fatti male spesso insieme e quindi andavamo a fare la rieducazione insieme e uscivamo insieme la sera, andavamo in giro. Eravamo una coppia bella perché non c’era invidia. Era un’amicizia pura. Tra gli attaccanti c’è sempre un po’ di invidia, invece con lui no. Nell’ultimo anno all’Inter sono successe tante di quelle cose che ci vorrebbero ore per parlare di tutto. Mi chiesero di fare la rescissione del contratto. Mi svincolai e dopo qualche settimana mi chiamò il mio procuratore e mi offrì il passaggio al Milan. Dissi di sì e firmai subito“.
LA VITTORIA MONDIALE DELL’ITALIA
“Veder vincere i compagni è stata una grande delusione perché ero andato via dal Milan per giocare, avevo l’obiettivo del Mondiale e invece sono stato bloccato dall’infortunio. Poi a me i Mondiali piacciono, li ho sempre preparati bene, purtroppo è stato brutto. Ero sicuro che lo avremmo vinto, non so come mai, ma sentivo questa cosa“.
IL RAPPORTO CON I GIORNALISTI
“La mia famosa affermazione in sala stampa? (’Sono più uomo io di tutti voi messi insieme’). Non mi sono pentito di quella frase, perché ci avevo pensato. Essere massacrato sempre, gratuitamente, quando non fai niente, per un po’ va bene, poi ti stufi“.
IL FUTURO
“Come sarà la mia vita senza calcio? So che prima o poi dovrò smettere di giocare, ma mi troverò bene lo stesso. Mi mancheranno lo spogliatoio e gli allenamenti, le partitelle, andare in giro con la squadra, perché ridi tanto. Fare l’allenatore? Non lo so, gli allenatori sono tutti stressati e tutti mezzi esauriti. E il giornalista? No, non potrei mai scrivere male dei miei colleghi…”.
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Tags Calciomercato

Novantacinquemila sterline a settimana sono noccioline per Didier Drogba: l’attaccante ivoriano del Chelsea, scontento della sua situazione economica all’interno della squadra londinese, ha chiaramente espresso la volontà di lasciare i Blues e far rotta verso l’Italia. Destinazione privilegiata? Milano, dove Drogba ha già preso casa: in pole position ci sarebbe il Milan, ma anche l’Inter potrebbe entrare nella contesa se Jose Mourinho dovesse sostituire Roberto Mancini sulla panchina del Biscione a fine stagione.
Nella sua autobiografia di prossima pubblicazione Drogba rivela, a meno di una settimana dalla finale di Champions League che vedrà il Chelsea impegnato nel derby britannico con il Manchester United, di essersi incontrato con Paolo Maldini e Adriano Galliani , dichiarandosi pronto per trasferirsi a San Siro. “Tutti i calciatori sognano di giocare per il Milan - spiega l’ivoriano - l’ho spiegato a Maldini”. Il tabloid britannico “Sun” parla di un contatto già avvenuto fra la dirigenza rossonera e Roman Abramovich per aprire la trattativa. “Io vengo a Milano quando volete”, avrebbe detto Drogba a Galliani, “dipende solo da voi, preparate i soldi e andate dal Chelsea”.
Drogba si è infortunato nell’ultimo turno di campionato contro il Bolton, ma si dice certo di recuperare in tempo per giocare la finale di Champions a Mosca, dove il Chelsea è approdato grazie alla sua doppietta realizzata nella semifinale di ritorno contro il Liverpool. Avram Grant, ct della formazione londinese, confida nella serietà dell’ivoriano per chiudere al meglio la stagione, ma nello stesso momento la dirigenza dei Blues sta già sondando il mercato alla ricerca di un sostituto. Secondo quanto riportato dal “Times”, il Chelsea avrebbe puntato gli occhi su Mario Gomez, 21enne tedesco di origini spagnole in forza allo Stoccarda, anche se Grant preferirebbe un giocatore più esperto e creativo come Dimitar Berbatov, sempre più in uscita dal Tottenham. Una terza opzione potrebbe essere trovata in David Villa, che con molta probabilità lascerà il Valencia a fine stagione dopo l’annata disastrosa della squadra del pipistrello: Villa agirebbe come seconda punta, alle spalle di Anelka.
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Tags Coppa UEFA
Ultimo atto - La finale che nessuno si aspettava. Stasera, al City of Manchester Stadium, si assegna la Coppa UEFA edizione 2007-08 e a contendersela saranno, un po’ a sorpresa rispetto ai pronostici di inizio stagione, lo Zenit San Pietroburgo e i Glasgow Rangers, quest’ultimi “retrocessi” dalla Champions e giustizieri della Fiorentina in semifinale. Una sfida inedita, visto che sarà il primo confronto ufficiale tra le due squadre.
Qui Rangers - Per i Rangers è la quarta finale europea della propria storia e c’è un bilancio da “correggere” visto che i ko sono stati due, entrambi in Coppa delle Coppe (1961 contro la Fiorentina, 1967 contro il Bayern Monaco) mentre l’unico successo risale al 1972. La Scozia potrebbe salire nell’Olimpo delle nazioni che hanno vinto tutte e tre le competizioni europee per club più importanti, ovvero Coppa dei Campioni, UEFA e Coppa delle Coppe. Solo sei ci sono riuscite finora: Italia, Spagna, Inghilterra, Olanda, Germania e Portogallo.
Qui Zenit - Chi avrà scelte obbligate, almeno in avanti, è Dirk Advocaat, artefice del miracolo Zenit, che dovrà fare a meno dello squalificato Pavel Pogrebnyak, tra i giocatori rivelazione di questa coppa e capocannoniere assieme a Toni con 10 gol. “Se vinciamo noi, loro diranno che erano stanchi, se perdiamo, la Lega scozzese dira’ che aveva ragione a non concedere alcuna sosta. La chiave di domani - aggiunge Advocaat - è riuscire a infrangere la loro difesa, ma per farlo dobbiamo essere ben organizzati e provare a ‘rubare’ un gol”.
Segui la diretta sul tuo pc in Partite Live alle 20:45!
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Tags Serie A
Ci sarà. All’Europeo di Austria e Svizzera ma soprattutto - fatto questo che interessa decisamente di più i tifosi interisti - domenica a Parma. Zlatan Ibrahimovic è tornato.
Il martedì alla Pinetina gli ha regalato una giornata di lavoro con i compagni, oltre alla certezza dell’inserimento nella lista dei 23 convocati dalla Svezia per la rassegna continentale di giugno.
In Emilia andrà in scena l’ultimo atto del campionato. C’è in ballo lo scudetto. E Mancini potrebbe disporre di una carta in più, giocata l’ultima volta il 29 marzo scorso. Da quel giorno Ibra è sparito dal campo, costretto alla sosta forzata per colpa di quel maledetto tendine rotuleo, che lo tormenta da mesi.
A Parma ci sarà. Partirà probabilmente dalla panchina, pronto a dare il suo contributo se le circostanze lo richiederanno. Moratti sorride. Dopo la batosta di domenica - festa annullata, quando tutto lasciava presagire che contro il Siena il discorso scudetto potesse chiudersi - una buona notizia. Ce n’era bisogno.
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Tags Violenza negli stadi
Il Viminale ha deciso di scaricare la decisione di autorizzare o meno la trasferta a Parma dei tifosi interisti, in vista dell’ultima giornata di Campionato, al Prefetto.
La riunione d’urgenza dell’Osservatorio del Viminale, con le componenti sportive che hanno ribadito la richiesta di par condicio tra tifosi interisti e romanisti (ai quali è stata vietato ieri di andare a Catania), ha infatti stabilito che la scelta definitiva spetta al responsabile della prefettura della città emiliana. Dovrà esprimersi “tra oggi e domani”.
Intanto è stata posticipata la data e l’ora da destinarsi per la messa in vendita, che doveva iniziare questa mattina alle 10, dei biglietti per il settore ospiti della partita Parma-Inter di domenica prossima. ”Su disposizione del Parma F.C, l’apertura delle vendite per l’incontro Parma-Inter in programma il 18 maggio allo Stadio Tardini è stata posticipata a data e ora da destinarsi”.
ORE 13:10: “RISCHIO SCONTRI A PARMA”
Le questure di Roma e Parma hanno segnalato con note al Viminale rischi per l’ordine pubblico domenica prossima a Parma. A quanto si apprende da fonti ufficiose ma autorevoli, ci sarebbe il rischio che tifosi romanisti possano andare domenica a Parma in segno di protesta contro la decisione di vietare la trasferta dei sostenitori giallorossi a Catania, nonchè la possibilità di tensioni tra tifosi interisti e parmigiani, sempre a Parma. Le segnalazioni sono all’esame dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazione sportive.
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