Archivio Maggio 10th, 2008...
Tags Calcio Estero
Tutto il mondo è paese. Non solo Italia infatti. Se il nostro campionato era stato travolto da ‘Calciopoli’ anche in Portogallo si vive una situazione simile proprio in questi giorni.
La Corte Disciplinare della Lega Calcio portoghese, infatti, ha deciso di retrocedere in Serie B una delle squadre più antiche e prestigiose del Portogallo: il Boavista. Punito anche il Porto, penalizzato di 6 punti.
Ma veniamo ai fatti. Nella stagione 2003-04, secondo l’accusa, alcuni dirigenti del Boavista avrebbero corrotto un arbitro prima della partita contro il Benfica. L’allora presidente, Joao Loureiro, fu condannato a quattro anni di squalifica. Ma le partite truccate non si fermano qui. Oltre al match appena citato, infatti, il club di Oporto avrebbe “aggiustato” altri due match, relativi sempre a quel campionato. Prove evidenti e schiaccianti, sentenza dura, anzi durissima. Retrocessione in Serie B per la squadra con la casacca a scacchi bianconeri.
Non solo Boavista. Anche il Porto, infatti, è stato travolto dallo scandalo dei ‘fischietti d’oro’ ma ai Dragoni è andata decisamente meglio. Penalizzazione di 6 punti ma il titolo appena conquistato è salvo. Già, perchè i biancoblu hanno un vantaggio di ben 20 lunghezze sullo Sporting Lisbona a una giornata dal termine. Oltre alla penalizzazione, e una multa di 150 mila euro, il presidente, Nuno Pinto da Costa, è stato squalificato per due anni, pur essendo stato ritenuto colpevole di un tentativo di corruzione ai danni di alcuni arbitri nella stagione 2003-04. Decisione che sicuramente scusciterà reazioni e discussioni.
E gli arbitri coinvolti nello scandalo? Nessuna pietà per loro. Tutti quelli riconosciuti colpevoli del tentativo di corruzione da parte del presidente del Porto, infatti, sono stati sospesi dall’attività. Squalifiche che vanno dai due ai sei anni.
Comments Off Scritto da reporter - Pubblicato Sabato, Maggio 10th, 2008
Tags Serie A
Sarà la 37esima giornata di campionato ad assegnare lo scudetto? Luciano Spalletti ne è praticamente convinto.
“C’è l’1% di possibilità che domenica il campionato sia ancora aperto. Perché l’Inter è più forte del Siena, giocherà in casa e troverà una situazione particolare, perché sa quello che si gioca. Sarebbe però sbagliato deporre le armi adesso, anche perché nel calcio se ne sono viste di tutti i colori“.
Il tecnico giallorosso è convinto che i nerazzurri conquisteranno davanti al proprio pubblico i 3 punti necessari per avere la certezza del titolo, ma nello stesso tempo invita i suoi a non “abbassare le armi” e a battere l’Atalanta all’Olimpico, per potere cogliere al volo un’imprevedibile eventuale battuta d’arresto della squadra di Mancini. “Immaginate - dice il tecnico della Roma - se non portassimo a casa questo risultato e se l’Inter dovesse fare un passo falso contro il Siena…E’ una cosa che dobbiamo assolutamente evitare“.
Tutto, insomma, sembra giocare contro i giallorossi, che però sanno bene come si può perdere all’ultimo uno scudetto pur avendo sulla carta dei vantaggi: “Ho sentito dire qualcosa di quel Roma-Lecce…” conclude Spalletti. “Noi, ripeto, dobbiamo battere l’Atalanta, poi quello che farà l’Inter dipenderà solo da loro e dal Siena“.
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Tags Calciomercato
“Hleb non si muove“. Arsene Wenger, manager dell’Arsenal, blocca Alexander Hleb concretissimo obiettivo dell’Inter.
Il bielorusso è intenzionato a lasciare il club londinese, ma Wenger non ha nessuna intenzione di lasciar partire il giocatore. “Sono fiducioso, nessuno andrà via“, dice l’allenatore dei ‘Gunners’ secondo il tabloid The Sun.
“La situazione è semplice. Si tratta di fare il bene del club“, aggiunge il tecnico. Secondo l’agente di Hleb, il giocatore potrebbe lasciare l’Arsenal versando un indennizzo di 3 milioni di sterline (meno di 4 milioni di euro). “Non si può saltare fuori così e risolvere la situazione pagando“, ammonisce Wenger.
“Si potrebbe anche finire davanti a un giudice e si rischia una squalifica se le cose non sono fatte bene. Ci vogliono mesi“, dice Wenger.
Ma Wenger ne ha anche per Flamini. “Diceva di voler rimanere. Se dici ‘no, voglio andare da un’altra parte’, allora ok. Ma non puoi dire ‘voglio rimanere però vado’. Alla fine è libero di andare da chi lo paga di più, io stesso ho lottato un intera vita per dare ai giocatori ingaggi migliori ma non conta solo questo”.
Comments Off Scritto da admin - Pubblicato Sabato, Maggio 10th, 2008