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Archivio Aprile 28th, 2008...

Tags Serie A

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Non c’è più posto per assistere al derby di Milano tra Inter e Milan di domenica prossima. Ad ufficializzare il tutto esaurito è il sito ufficiale del club rossonero:

“L’A.C.Milan comunica che alle ore 18.00 del 28 aprile 2008, i biglietti per la gara Milan-Inter in programma domenica pomeriggio alle ore 15.00 a San Siro, sono esauriti. Sono stati venduti 38.626 tagliandi che, aggiunti ai 43.140 abbonati rossoneri, portano il dato totale a: 81.766 biglietti per un incasso di 1.801.467,00 euro”.

Rivediamo alcune delle più belle coreografie delle due curve nel derby di Milano: 

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Così come in vetta, a tre giornate dalla fine del campionato nulla è ancora deciso nemmeno, e soprattutto, in coda. Sette le squadre che aspettano ancora di conoscere il proprio destino. Catania e Cagliari, a 35 punti, Torino (34), Empoli e Reggina (33), Parma (31) e Livorno (30) lotteranno fino alla fine per guadagnarsi la possibilità di giocare in massima serie anche nel prossimo anno. Andiamo a vedere, squadra per squadra, come si presentano le formazioni in questo avvincente rush finale.

CATANIA (35) - La cura Zenga ha sicuramente fatto bene portando ai siciliani sei punti nelle ultime quattro partite. Il Catania, però, anche se nella miglior posizione di classifica tra tutte, non è ancora salvo. La salvezza matematica passa dalla prossima partita al Massimino contro la Reggina; vincere significherebbe Serie A, perdere, invece, sarebbe problematico perché nelle ultime due gare il Catania se la vedrà con Juventus e Roma.

CAGLIARI (35) - Delle prime 23 partite di campionato, il Cagliari ne aveva vinte appena due, ed entrambe contro il Napoli. Nelle successive dodici, invece, i sardi hanno conquistato la bellezza di venti punti salendo dall’ultimo posto con 15 fino al 14° con 35. Tutto questo, però, potrebbe non bastare alla formazione di Ballardini il cui calendario è particolarmente ostico. Fiorentina in casa, Udinese in trasferta e la delicata sfida salvezza contro la Reggina nell’ultima giornata di campionato complicano terribilmente la strada del Cagliari.

TORINO (34) - Quasi salvo fino a metà del girone del ritorno, il Torino si trova adesso coinvolto in pieno nella lotta per non retrocedere. Il calendario (Napoli e Fiorentina in casa e Livorno in trasferta) non è particolarmente favorevole ma è l’involuzione dei granata (che hanno da poco richiamato De Biasi al posto di Novellino) a preoccupare di più.

EMPOLI (33) - I due successi in trasferta (a Torino e Genova) nelle ultime quattro gare hanno risollevato le quotazioni dei toscani, che però giocano ormai da un mese senza attaccanti dati gli infortuni di Pozzi prima, e Saudati poi. Due su tre le partite da giocare in casa, tra cui la decisiva sfida all’ultima giornata contro il Livorno; prima, al Castellani arriva l’Udinese, poi si va in trasferta a Reggio Calabria.

REGGINA (33) - Tra tutte le squadre che lottano per non retrocedere, gli amaranto sono certamente quelli che hanno il calendario migliore potendo giocarsi tre scontri diretti su tre nelle ultime gare di campionato. Catania, Empoli e Cagliari i prossimi avversari della Reggina con il solo cruccio di giocare al Granillo la gara forse decisiva contro i toscani. Salvarsi, a questo punto, dipende unicamente da loro.

PARMA (31) - Mai come quest’anno la formazione ducale rischia di salutare la Serie A dopo una storia, ininterrotta, che dura dalla stagione 1990/91 e che ha portato ai crociati gloria in Italia e in Europa negli anni 90. Il Parma di quest’anno è però una squadra molle, senza grinta. Il cambio di allenatore (da Di Carlo a Cuper) non ha portato gli effetti sperati e l’acquisto di Lucarelli si è rivelato meno fruttuoso del previsto. Nelle ultime partite, i gialloblu sembrano poi aver perso la testa racimolando espulsioni e squalifiche incredibili che, sommati agli infortuni illustri dell’ultimo periodo (Budan, Corradi, Pisanu e Morfeo), affossano il morale del gruppo. Il calendario, infine, dà poche speranze: Genoa e un’Inter probabilmente già scudettata al Tardini più Fiorentina al Franchi il terribile filotto che si presenta ai ducali. Crederci è un obbligo, ma è davvero dura.

LIVORNO (30) - E’ ultimo, è vero, però ha un calendario che invita a sperare. Fare almeno un punto a Bergamo contro l’Atalanta per poi giocarsi tutto nelle sfide della vita con Torino al Picchi ed Empoli al Castellani: questa la tabella di Camolese che spera di ritrovare nelle ultime partite la vena realizzativa di un Tavano che nelle ultime apparizioni è parso un po’ troppo sottotono.

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moratti-tronchetti-provera.jpgDal suo risultato dipendono uno scudetto e il quarto posto: per questo il derby milanese di domenica, secondo il presidente dell’ Inter, Massimo Moratti, «sotto un certo aspetto vale anche più di una finale di Champions League, perchè per entrambe le squadre questa partita è fondamentale per raggiungere un obiettivo importante».

«Tutti i derby sono belli e ciascuno ha il suo peso specifico, perchè bisogna rifarsi di quello precedente oppure perchè il pubblico lo sente di più, ma questo - ha detto Moratti lasciando gli uffici della Saras - ha un significato particolare ed è difficile trovarne uno simile nella storia».

A tre punti dallo scudetto, che il presidente nerazzurro evita di nominare, è inutile chiedersi se sia meglio vincere domenica o davanti al proprio pubblico: «Non si può dire ‘o una o l’altra cosa’, noi dobbiamo cercare di vincere, poi quello che capita, capita. È chiaro che - ha continuato Moratti - i giocatori ce la metteranno tutta, sia nel derby sia nelle partite successive. Ma all’atto pratico a me basta arrivare al risultato definitivo».

Il numero uno di Palazzo Durini non ha dubbi sulla natura della propria stanchezza raccontata ieri da Roberto Mancini dopo la vittoria contro il Cagliari: «E’ solo un fatto fisico, credo che lui si stanchi come me e anche di più, perchè urla durante le partite che sono motivo di grande tensione. Ma dopo la partita, ieri l’ho visto decisamente molto contento».

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Tags Serie A

2050538-346×212.jpgAldo Spinelli ha deciso: il Livorno torna nelle mani di Nando Orsi.

Il presidente del club amaranto, quindi, è tornato sui suoi passi dopo aver allontanato lo stesso tecnico romano lo scorso 9 ottobre dopo la sconfitta con il Catania (settima giornata di campionato). Orsi torna al posto di Camolese che lascia il Livorno all’ultimo posto in classifica.

Orsi, che ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno a 250mila euro a stagione, avrebbe ricevuto la promessa di un prolungamento in caso di salvezza mentre Camolese viene quindi esonerato nonostante un contratto in essere fino al 2009. Decisive, ai fini dell’esonero, le quattro sconfitte (contro Milan, Cagliari, Sampdoria, Udinese) nelle ultime sei partite.

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27_04_08_marcos_senna-350_200.jpgSPAGNA - Il Real non può ancora fare festa. Batte 3-0 l’Athletic Bilbao grazie ai gol di Saviola, Robben e Higuain.

A far rimandare la festa al Real è stato il Villarreal, che è andato a vincere a Siviglia contro il Betis costringendo le merengues a tenere ancora in fresco lo champagne. Anche se più che per la corsa al titolo, comunque saldamente nelle mani della squadra di Schuster (+10), il successo a Giuseppe Rossi e compagni è servito per staccare il Barcellona nella lotta per il secondo posto. Quattro i punti di vantaggio del “Sottomarino giallo” sul Barca.

GERMANIA - Luca Toni ha trascinato il Bayern Monaco a un passo dal titolo nella Bundesliga. L’attaccante della nazionale italiana ha segnato il primo gol (il 36esimo stagionale, 21esimo in campionato) nel 4-1 interno sullo Stoccarda, ideale passaggio di consegne tra i campioni in carica e i futuri vincitori della Bundesliga. Ora ai bavaresi basta un punto nelle ultime quattro gare per conqusitare il loro 21mo titolo. Di Mark van Bommel e Franck Ribéry (doppietta) gli altri gol.

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Tags Calcio Estero

ronaldinho060304.jpg“Merita di giocare un’ultima partita”.

La partita d’addio, quella di Ronaldinho al Barcellona.

Perché per Frank Rijkaard ormai non ci sono dubbi sul fatto che il futuro del brasiliano sarà altrove. “Io comunque sono dalla sua parte - ha detto il tecnico olandese nel corso del programma “Gol a Gol di Tv3″ - non bisogna dimenticare tutto quello che ha fatto per questo club. Spero che andando via possa dimostrare a tutti quanto è grande. E’ un momento non facile per lui, ha bisogno di una reazione forte”.

Fiducia piena - Rijkaard ha poi negato che Ronaldinho sia stato protetto troppo: “Lui sa gestire bene la sua vita sportiva e non ha mai causato problemi. Bisogna tenere sempre presente ciò che ha rappresentato e non dimenticarlo. Merita di giocare un’ultima partita col Barcellona e di poter salutare i tifosi”.

La trattativa tra Milan e Barcellona è appena cominciata. Si tratta sulla base di 20-25 milioni di euro, una cifra che il club rossonero ritiene congrua soprattutto alla luce della possibilità che Dinho avrebbe di liberarsi sfruttando l’articolo 17 del regolamento Fifa che gli consentirebbe di rescindere il contratto per circa 16 milioni di euro.

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