Nove gol in campionato e tanti punti per la salvezza del Cagliari. Dopo un inizio difficile Robert Acquafresca ha confermato in rossoblu tutto il suo talento.
Acquafresca, 21 anni a settembre, ha ereditato la maglia di Suazo e al suo primo anno in Sardegna ha fatto anche meglio dell’honduregno. “Lui ha dato tanto per il Cagliari e spero di poter dare tanto anch’io, a partire dai gol per la salvezza. Sono giovane, quindi non mi posso e non mi voglio accontentare. Voglio continuare così. Suazo, Esposito e Langella sono stati degli idoli e cercare di non farli rimpiangere per un giovane, alla prima esperienza in Serie A, non è facile“.
Domenica Inter-Cagliari, una gara proibitiva per i rossoblu che, però, stanno attraversando un grande momento di forma. “Per me è una partita particolare: siccome sto giocando per il Cagliari, spero di far gol per il Cagliari, magari anche mettendo il bastone fra le ruote. Senza niente di male, ovviamente. L’Inter la sento mia anche perché tifo per questa squadra” spiega Acquafresca, il cui cartellino è a metà tra Inter e Cagliari. “Spero per loro che vincano lo scudetto, però io devo pensare al bene del Cagliari. Sì, io l’Inter la sento mia un po’ per questo, ma conosco solo la sede della società. All’andata avevo parlato con Cruz, avevo scambiato la maglia con lui, poi con Mancini, Oriali e Branca, ma non conosco nessuno”.
E’ uno dei pezzi pregiati del mercato estivo, ma lui ha in testa solo il Cagliari. “Voglio pensare solo al presente, arrivare alla salvezza con il Cagliari. Sarebbe una grande soddisfazione, poi quel che sarà sarà. Sinceramente vorrei essere lasciato in pace, nel senso che è bello sapere che ci sono squadre che mi richiedono, è bellissimo, però adesso voglio pensare al Cagliari“. Su di lui, intanto, ha messo gli occhi anche il Milan. “Sinceramente non ne so niente, sono voci. Per quanto mi riguarda sono tifoso dell’Inter, quindi se i nerazzurri mi dovessero chiamare… Anche se forse è un po’ presto per un giovane, penso che sia meglio giocare e lì, con i campioni che ci sono, farei molta fatica, però ne sarei onorato“.
Ammiriamolo nei suoi recenti gol:
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Il padre ha un debole per Ronaldinho, lui preferirebbe investire la cifra da spendere per il fuoriclasse brasiliano per rinforzare l’organico con più giocatori.
Piersilvio Berlusconi, in un’intervista al Corriere della Sera, parla di tutto, ma comincia dal calcio e dalla trattativa per portare Ronaldinho al Milan, un affare al quale suo padre, il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi, tiene molto.
“Io Ronaldinho non lo prenderei - rivela il figlio del leader del Pdl -. Parlo da tifoso, naturalmente: non è quello che serve al Milan di oggi. Più che spendere così tanto per un solo giocatore, forse meglio investire su piu’ ruoli. Ma se arriva un fuoriclasse del genere sara’ comunque il benvenuto”.
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Secondo il quotidiano spagnolo Marca è proprio l’attaccante svedese a corteggiare il club blanco tramite il suo agente Mino Raiola.
Proprio il procuratore del fuoriclasse dell’Inter, nelle ultime settimane, secondo Marca avrebbe sentito più volte il ds delle “merengues”, Pedja Mijatovic, per verificare le possibilità di un clamoroso trasferimento al Real Madrid. Mijatovic avrebbe manifestato tutto il suo interesse per un’ipotesi che il Real già negli anni precedenti aveva valutato, facendosi poi beffare da Juventus e Inter. Mijatovic avrebbe chiesto tempo, vuole prima parlare con il presidete Calderon per chiarirsi le idee in vista della prossima campagna acquisti, ma sicuramente Ibrahimovic è uno dei giocatori che fa gola al Real. Secondo Marca la trattativa ha una spiegazione ben precisa da trovare nei rapporti non più idilliaci tra la società nerazzurra e il fuoriclasse svedese. L’ultimo punto di scontro tra le due parti il viaggio di Ibrahimovic in Svezia per curare il suo ginocchio.
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I Red Devils, in questo momento forse i più forti al mondo, hanno sfoderato un catenaccio d’altri tempi pur di centrare l’obiettivo: primo, non prenderle.
Il Barcellona non è riuscito a sfondare il muro eretto dagli inglesi e così la seconda semifinale d’andata 0-0. Un pareggio come era accaduto ieri, ma con un rocambolesco 1-1 al 95′, tra Liverpool e Chelsea.
L’ipotesi di una finale tutta inglese, tutt’altro che sicura visto che ai blaugrana basterà pareggiare con gol all’Old Trafford nel retour-match di martedì 29 aprile, sarebbe stata assai probabile se Cristiano Ronaldo (nella foto) non avesse calciato alle stelle un rigore dopo appena 3′. Sembrava l’inizio di un altro dominio del Manchester United, tipo quello subìto dalla Roma all’Olimpico a inizio mese, e invece si è visto quasi solo il Barcellona.
Rooney va a destra e Tévez si muove alle spalle di Cristiano Ronaldo che dopo 3′ si procura la più grande delle occasioni per cambiare la partita. Ma il portoghese spedisce fuori il rigore concesso dallo svizzero Busacca per il fallo di mano di Gabri Milito dopo un colpo di testa dello stesso Cristiano Ronaldo su spiovente proveniente dalla destra.
Il Barça si scuote e il Manchester United rincula. Questo facilita la pressione dei blaugrana ma nello stesso tempo impedisce loro di trovare spazi. I raddoppi dei Red Devils sono frequenti e per i catalani non è facile saltare l’avversario diretto e creare la superiorità numerica. Tanto gioco ma poco lavoro per il portiere ospite van der Sar, mentre il Manchester United aspetta sornione l’occasione buona per graffiare.
Barcellona col piede sull’acceleratore anche nella ripresa. Van der Sar mette in angolo una botta di Zambrotta (5′), poi Eto’o trova solo l’esterno della rete (7′) e stesso esito ha la replica di Carrick (8′). Il tentativo (parato) di Xavi anticipa di 2′ l’uscita di Messi (che chiedeva a Rijkaard di aspettare) per fare spazio a un altro giovanissimo, il 17enne Bojan. Al 32′ Rijkaard gioca la carta Henry. Il francese stuzzica van der Sar con un paio di tentativi dalla distanza (38′ e 43′) ma non basta per spezzare il catenaccio del Manchester United.
Si deciderà tutto martedì prossimo nella gara di ritorno. All’Old Trafford, dove in questa manifestazione i Red Devils non perdono da oltre tre anni.
BARCELLONA-MANCHESTER UNITED 0-0:
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