I pareggi di Inter e Roma negli anticipi del sabato aprono nuove prospettive alla Signora impegnata all’Olimpico contro il Parma.
Una vittoria porterebbe la Juventus a -4 dalla Roma e a -8 dall’Inter capolista. Una situazione di classifica difficilmente pronosticabile ad inizio campionato.
Gli avversari della Roma nei quarti di Champions (martedì l’andata all’Olimpico) continuano a vincere in Premier League. I Red Devils hanno battuto 4-0l’Aston Villa nella 32esima giornata di campionato, e ora sono in testa a più 6 dall’Arsenal, secondo. A segno, nemmeno a dirlo, Cristiano Ronaldo arrivato al 26esimo gol in campionato, 35esimo stagionale: splendido il colpo di tacco dell’1-0. Il capocannoniere della Premier ha poi servito i 3 assist del punteggio finale: un cross per la testa di Tevez, un colpo di tacco (ancora) a servire in profondità Rooney, per il 3-0, e ancora per Rooney l’esterno destro del 4-0 finale.
Il video dell’incontro:
La squadra blaugrana impegnata a Siviglia contro il Betis sembrava non aver problemi dopo il primo tempo concluso in vantaggio di 2 gol, ma in 15 minuti il Betis ribalta il risultato e affonda il Barça vincendo 3-2. Ha dell’incredibile quello che è successo al Ruiz de Lopera di Siviglia. Nella casa del Betis il Barcellona perde nella ripresa una partita in pugno per più di un’ora, forte del vantaggio per 2-0, e getta alle ortiche una grandissima occasione per mettere pressione sulla capolista Real Madrid. Che adesso, grazie alla rimontona degli andalusi, mantiene i quattro punti di vantaggio sugli azulgrana. E potrebbero diventare sette in caso di successo domani sera sul Siviglia.
Sarebbe la pietra tombale sulla Liga e, molto probabilmente, sull’esperienza a Barcellona di Rijkaard. La sua squadra dopo 15′ è già avanti per 2-0, grazie alle reti del giovane Bojan Krkic (13′) e di Eto’o (15′). Poi nella ripresa si è scatenato il ciclone Betis. Al 18′ Edu, su assist di Sobis, ha accorciato le distanze, al 29′ lo stesso Edu ha addirittura fallito il 2-2 facendosi respingere un rigore da Valdes. Il pareggio è comunque arrivato due minuti dopo con un gran destro di Juanito. Edu, al 33′, si è riscattato del penality sbagliato con la fucilata che ha deciso l’incontro e forse la Liga.
Il video dell’incontro:
Commenti (0) Scritto da admin - Pubblicato Domenica, Marzo 30th, 2008
Che spettacolo - Distanze immutate al vertice della classifica della serie A. Alla faccia dei mal pensanti, all’Olimpico Lazio e Inter si affrontano a viso aperto e senza esclusione di colpi. In gol vanno i soliti noti: Crespo al 10′ e Rocchi al 59′, prove inconfutabili di una gara dai due volti: primo tempo di marca nerazzurra, secondo nel segno dei padroni di casa che sfiorano il colpaccio centrando anche due clamorose traverse. Finisce con un pareggio dunque, 1-1 per essere precisi, ma qualcuno che ha vinto c’è, il calcio.
L’Inter sempre a + 4 sulla Roma.
Il video dell’ incontro:
Commenti (0) Scritto da admin - Pubblicato Domenica, Marzo 30th, 2008
Risultato sbloccato dopo due minuti da un autogol di Ferrari. Poi sbagliano Mancini (anche un palo) e Giuly. All’ultimo minuto il pareggio su punizione di Totti (nella foto). Nella ripresa i giallorossi sprecano tantissime occasioni e ora si trovano momentaneamente a + 3 sull’Inter che stasera incontra la Lazio.
I gol dell’incontro in anteprima, prima l’autorete di Ferrari, poi il pareggio di Totti:
Commenti (0) Scritto da admin - Pubblicato Sabato, Marzo 29th, 2008
Ieri sera Massimo Moratti e Josè Mourinho “si sono visti a Milano“ e tra l’ex tecnico del Chelsea e l’Inter “c’è un discorso ben avviato”.
A confermarlo, dopo le indiscrezioni di ieri, è stato il portavoce dell’allenatore portoghese, EladioParames.
“Si sono visti a Milano. E domani (oggi, ndr) Mourinho tornerà in Portogallo”, ha detto Parames al Corriere dello Sport-Stadio.
Secondo indiscrezioni, Mourinho avrebbe chiesto a Moratti 9 milioni di euro l’anno, più i compensi per il suo staff. Nella tarda serata di ieri, dopo la smentita del club nerazzurro, il portavoce del tecnico ha però confermato l’incontro. “E’ vero - ha spiegato Parames - Mourinho e Mendes (il suo agente, ndr) erano a Milano. Nel pomeriggio hanno incontrato il presidente dell’Inter. La riunione c’è stata e vi assicuro che il clima è stato molto positivo. Se il discorso non fosse stato ben avviato, Mourinho non sarebbe venuto a Milano”.
Commenti (0) Scritto da admin - Pubblicato Sabato, Marzo 29th, 2008
Serenità e ottimismo. Questa la ricetta vincente per la trasferta di Roma con la Lazio. Non indossa il maglione verde porta fortuna, Roberto Mancini, ma nemmeno i dubbi ereditati dal post Juventus. Mancheranno ancora Cambiasso e Vieira, ma l’Inter non è in crisi così come la gara dell’Olimpico non è una delicata ultima spiaggia. “Credo che finiremo in testa alla classifica. Ho sempre detto che era ed è un campionato da giocare fino in fondo - esordisce Mancini - Se fossimo quattro punti dietro alla prima sarebbe certamente una situazione più delicata. Abbiamo quattro punti di vantaggio con otto gare da giocare e possiamo vincerle tutte, spero dalla prossima settimana di poter recuperare alcuni degli infortunati”. “Per noi è una gara assolutamente da vincere” - spiega il tecnico di Jesi.
Da vincere con un Ibrahomivic in più, tornato rinfrancato dalla visita di controllo al ginocchio malandato. In 10 giorni sarà al top, promette Mancini. Rinfrancato anche lui dalla fiducia ribadita stavolta in maniera secca dal presidente Moratti.“Le parole del presidente mi hanno fatto piacere, ma non c’era nemmeno bisogno le dicesse. Io sapevo benissimo già da prima quale futuro mi aspetta”.
Il tecnico biancoceleste, Delio Rossi, non vuole fare sconti anche se ammette che preferirebbe che fosse l’Inter, e non la Roma, a vincere lo scudetto: “Incontriamo la prima del campionato. Pochi giorni fa abbiamo incontrato la seconda. Cercheremo di fare il risultato senza farci distrare da niente, consapevoli che l’Inter ha un tale organico a disposizione e dovremo misurarci con una formazione di altissimo livello. In conclusione, la Lazio deve affrontare l”Inter come il derby”.
Senza lo squalificato Mutarelli, a centrocampo i dubbi riguardano l’utilizzo di Behrami, mentre in attacco la conferma del tridente è legata alle condizioni di Pandev, che mercoledì ha giocato con la sua nazionale.
Le speranze di scudetto giallo-rosse passano per il Sant’Elia di Cagliari: a guardare la classifica, con la Roma seconda a quota 64 e i sardi al terzultimo posto a quota 28, il pronostico sembrerebbe scontato, ma i numeri, spesso, imbrogliano.
Nelle ultime 11 partite la formazione di Ballardini ha mantenuto un tabellino di marcia straordinario per un definitivo rilancio verso la salvezza: 5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, per un totale complessivo di 18 punti guadagnati. Numeri sufficienti per affermare che la Roma non volerà in Sardegna per una semplice gita turistica, considerando che Spalletti dovrà anche rinunciare agli squalificati Vucinic, De Rossi e Perrotta.
Recupera, invece, Totti, che in settimana ha sofferto le pene dell’inferno per un problema al ginocchio destro.
Scudetto vs salvezza: in casi come questi molto spesso il cuore va al di là della tecnica, e per questo motivo il Cagliari parte sulla stessa linea della Roma: “Stiamo facendo bene, giochiamo un buon calcio, quindi ritengo sia giusto crederci”, spiega il ct rossoblu Davide Ballardini.
All’andata, giocata il 5 dicembre all’Olimpico, finì 2-0 per la Roma, con doppietta di Taddei.
Vietati alcolici e superalcolici, nonche’ bevande in lattina o vetro, il 1 aprile in occasione di Roma-Manchester all’Olimpico.
Il divieto, che sara’ in vigore dalle 9 alle 23, riguardera’ il centro storico e i quartieri vicini allo stadio.
Concordato anche un rafforzamento della presenza delle forze di polizia, sia in uniforme che in abiti civili, intorno all’Olimpico e nelle immediate adiacenze.
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“Lo ammetto, la ragione della scelta sono le tasse”. Con queste parole Michel Platini ha annunciato che la finale della Champions League 2010 si giocherà allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid e non nel nuovo Wembley.
Il problema riguarda infatti la tassazione dei giocatori delle squadre straniere che in Inghilterra subirebbero delle detrazioni che invece non sono previste in Spagna o in Germania. Proprio per questo il Comitato Esecutivo dell’Uefa sembrava orientato ad assegnare la finale 2011 all’Allianz Arena di Monaco di Baviera, ma quest’ultima decisione è stata rinviata per dare un’altra occasione al nuovo Wembley.
“Diamo all’Inghilterra un’altra chance per risolvere la questione della tassazione - ha ammesso il portavoce dell’Uefa William Gaillard - perché ovviamente Wembley è un impianto straordinario”.
La Germania, intanto, si può consolare con l’assegnazione della finale di Coppa Uefa 2010 che si giocherà ad Amburgo.
Va ricordato infine che quest’anno la finale di Champions si giocherà al Luzhniki Stadium di Mosca, mentre nella prossima stagione toccherà all’Olimpico di Roma (ed ecco perché non c’era alcuno stadio italiano nel lotto delle pretendenti per le finali 2010 e 2011).
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La Federcalcio ha deciso: dopo Donadoni torna Lippi.
Pronto un precontratto. E un balzo nel passato lungo un paio d’anni. Una mossa considerata necessaria dopo il rifiuto del rinnovo (con clausola) da parte dell’ex allenatore del Livorno.
A questo punto, su un destino alla Lippi, per Donadoni, ci metteremmo la firma tutti. Compreso l’attuale ct, rimasto con la penna in mano per mesi, quando ancora sperava in una fiducia che andasse oltre il freddo risultato. Ora spera nel risultato (magari il trionfo a Euro2008) per vendicare la fredda fiducia.
“Arriva fra le prime quattro e noi ti confermiamo”. Dopo l’ultimo incontro con il presidente Abete, Donadoni ha storto la bocca. Forse è lì che l’ex centrocampista del Milan ha cominciato a immaginare nuovi orizzonti. Il telefono squilla: dall’altra parte c’è il Benfica, qualche altro grande club europeo, e forse anche un paio di big italiane.
Se Donadoni si guarda intorno, allora lo fanno anche in federazione: i tempi sono stretti. Ecco perché Lippi, ecco perché il precontratto. Il Marcello nazionale vuole evitare la fine di un anno fa, quando rifiutò il Valencia per la panchina azzurra, poi rimasta a un Donadoni in ascesa. La cui massima vetta, a questo punto, è la vittoria degli Europei. Ma potrebbe decidere di dire addio già prima del calcio d’inizio. Alla Lippi.
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