Vietati alcolici e superalcolici, nonche’ bevande in lattina o vetro, il 1 aprile in occasione di Roma-Manchester all’Olimpico.
Il divieto, che sara’ in vigore dalle 9 alle 23, riguardera’ il centro storico e i quartieri vicini allo stadio.
Concordato anche un rafforzamento della presenza delle forze di polizia, sia in uniforme che in abiti civili, intorno all’Olimpico e nelle immediate adiacenze.
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“Lo ammetto, la ragione della scelta sono le tasse”. Con queste parole Michel Platini ha annunciato che la finale della Champions League 2010 si giocherà allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid e non nel nuovo Wembley.
Il problema riguarda infatti la tassazione dei giocatori delle squadre straniere che in Inghilterra subirebbero delle detrazioni che invece non sono previste in Spagna o in Germania. Proprio per questo il Comitato Esecutivo dell’Uefa sembrava orientato ad assegnare la finale 2011 all’Allianz Arena di Monaco di Baviera, ma quest’ultima decisione è stata rinviata per dare un’altra occasione al nuovo Wembley.
“Diamo all’Inghilterra un’altra chance per risolvere la questione della tassazione - ha ammesso il portavoce dell’Uefa William Gaillard - perché ovviamente Wembley è un impianto straordinario”.
La Germania, intanto, si può consolare con l’assegnazione della finale di Coppa Uefa 2010 che si giocherà ad Amburgo.
Va ricordato infine che quest’anno la finale di Champions si giocherà al Luzhniki Stadium di Mosca, mentre nella prossima stagione toccherà all’Olimpico di Roma (ed ecco perché non c’era alcuno stadio italiano nel lotto delle pretendenti per le finali 2010 e 2011).
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La Federcalcio ha deciso: dopo Donadoni torna Lippi.
Pronto un precontratto. E un balzo nel passato lungo un paio d’anni. Una mossa considerata necessaria dopo il rifiuto del rinnovo (con clausola) da parte dell’ex allenatore del Livorno.
A questo punto, su un destino alla Lippi, per Donadoni, ci metteremmo la firma tutti. Compreso l’attuale ct, rimasto con la penna in mano per mesi, quando ancora sperava in una fiducia che andasse oltre il freddo risultato. Ora spera nel risultato (magari il trionfo a Euro2008) per vendicare la fredda fiducia.
“Arriva fra le prime quattro e noi ti confermiamo”. Dopo l’ultimo incontro con il presidente Abete, Donadoni ha storto la bocca. Forse è lì che l’ex centrocampista del Milan ha cominciato a immaginare nuovi orizzonti. Il telefono squilla: dall’altra parte c’è il Benfica, qualche altro grande club europeo, e forse anche un paio di big italiane.
Se Donadoni si guarda intorno, allora lo fanno anche in federazione: i tempi sono stretti. Ecco perché Lippi, ecco perché il precontratto. Il Marcello nazionale vuole evitare la fine di un anno fa, quando rifiutò il Valencia per la panchina azzurra, poi rimasta a un Donadoni in ascesa. La cui massima vetta, a questo punto, è la vittoria degli Europei. Ma potrebbe decidere di dire addio già prima del calcio d’inizio. Alla Lippi.
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Ottavo gol con la maglia del San Paolo, distribuiti fra campionato (sei) e Coppa Libertadores (due).
L’ultima prodezza ieri sera nel 3-1 che il San Paolo ha rifilato al Sertaozinho. Non sono numeri eccezionali, sono però i numeri di Adriano del quale, ultimamente, si sono perse certe tracce extracalcistiche: buon segno. Il migliore, secondo il presidente dell’Inter Moratti. Per il quale il rientro del brasiliano alla base nerazzurra è un dato ancora da valutare, con Mancini o senza Mancini, con lo scudetto o senza lo scudetto, valutando le tentazioni di cederlo al miglior offerente. Partendo da un’idea: l’Inter non sta cercando nuovi attaccanti. L’Inter si muove nella speranza che il rientro di Adriano abbia il conforto che conta, ovvero che sia tornato l’Imperatore che fu. I gol aiutano a coltivare buoni pensieri. Ma gli esami non finiscono certo qui.
La scelta-Adriano nei pensieri di Moratti è compiuta, se la vita calcistica e anche extracalcistica del brasiliano procede come in queste ultime tre-quattro settimane, sul filo logico del calcio giocato, dei buoni allenamenti e dei migliori propositi. Per riavere il brasiliano nei panni di uno che faccia la differenza, sul campo, e non sia invece un problema quotidiano, impossibile da gestire. Nel primo caso, sarà il quinto attaccante acquisito per la stagione 2008-2009, il sesto sarà Balotelli. Nel secondo caso, andrà altrove (Spagna, Inghilterra o Brasile), con una sicurezza sicura: non al Milan.
L’ottava rete di Adriano con la maglia del San Paolo contro il Sertaozinho:
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Andrij Shevchenko torna al Milan. Dal prossimo luglio vestirà ancora la maglia rossonera, come ha fatto fino al giugno 2006. E la novità è che il Chelsea e i dirigenti di via Turati hanno scovato un’intesa amichevole, e che non sia onerosa per le casse del club campione d’Europa. Sheva rientra con la formula del prestito per una stagione, 2008-2009: al Milan toccherà pagare l’ingaggio dell’ex Pallone d’oro, che comunque è una cifra considerevole, pari a circa 6 milioni di euro, ma non dovrà spendere altro denaro. Fra un anno, Milan e Chelsea decideranno se prolungare il prestito oppure cercare altre soluzioni.
La strada è tracciata e quella che è da mesi la volontà del giocatore (tornare al Milan) viene di fatto esaudita, anche col conforto del club rossonero. Il Chelsea getta al vento un investimento così oneroso, dopo aver pagato Sheva 40 milioni due anni fa? E’ la stessa scelta compiuta da Abramovich per Crespo, che per tre anni ha vestito le maglie di Inter e Milan a titolo di prestito, e anche per l’argentino il Chelsea aveva speso 30 milioni. Niente di inedito per quel che riguarda il club londinese. E un ritorno che il Milan spera faccia bene a Sheva. E anche alla squadra.
I tifosi del Milan rivedranno questi goals?
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Affare Ronaldinho, il Milan torna in gioco. Almeno così sostiene uno che dovrebbe saperla lunga. Roberto de Assis, oltre che il procuratore, è anche il fratello dell’asso brasiliano. Da lui nelle ultime ore sono arrivate dichiarazioni importanti sul futuro del Gaucho. Prima l’annuncio a sorpresa: “Il cartellino di Dinho lo compro io“. Poi le parole a Globoesporte: “I rapporti fra mio fratello e il Barcellona sono insostenibili”.
Il tutto per arrivare ad una conclusione che ormai è cosa certa: a fine stagione l’avventura di Ronaldinho in maglia blaugrana giungerà a conclusione. Anche se il contratto del brasiliano prevede una clausola rescissoria da 125 milioni di euro. Mica spiccioli. Roberto de Assis paventa il ricorso alla cluasola 17 del regolamento Fifa, ma fa anche di più, rivelando quali sarebbero i club pronti ad accaparrarsi il giocatore, il quale - è evidente - ha bisogno, innanzitutto, di rilanciarsi.
E a sorpresa nella rosa, ristretta per verità a due sole società, non figura quella che in questi ultimi tempi è sempre stata identificata come l’unica, vera pretendente: il Chelsea. Roberto de Assis ignora i londinesi e cita Real Madrid e Milan. Un ritorno di fiamma, quello del club di via Turati, dopo che da qualche mese la passione rossonera per Dinho sembrava essersi quasi spenta.
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