“Mancini vuole restare all’Inter” - Massimo Moratti chiude così la ‘telenovela’ Mancini che, dopo l’eliminazione in Champions League con il Liverpool, aveva annunciato a sorpresa di voler lasciare la panchina nerazzurra al termine della stagione.
Nel tardo pomeriggio di mercoledì, invece, è avvenuto un incontro (a dir la verità anticipato, visto che Moratti aveva parlato di giovedì mattina, ndr) tra il numero uno nerazzurro e l’allenatore. Un incontro proficuo evidentemente anche se il tecnico nerazzurro non ha voluto rilasciare dichiarazioni visto che ha lasciato gli uffici di Moratti da un’uscita secondaria.
Ci ha pensato Moratti, come sempre molto disponibile, a spiegare i contenuti dell’incontri, e la relativa retromarcia, di Mancini.
”Ho avuto una chiacchierata con Mancini - ha spiegato il presidente nerazzurro - il quale mi ha ribadito che vuole rimanere all’Inter anche l’anno prossimo e per tutta la durata del contratto e che la prossima stagione vuole vincere la Champions League. Quindi la situazione è molto diversa da quella che si era prospettata sia a me, sia alla società, sia alla squadra, stamattina”.
Ora c’è solo da attendere la conferma diretta di Mancini, per capire se l’uscita nel dopopartita col Liverpool sia stata solo uno sfogo a freddo causata dalla grande delusione e amarezza.
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La Roma è l’orgoglio - La Champions League ha sbattuto fuori anche Milan e Inter, mentre i giallorossi sono entrati tra le otto migliori formazioni d’Europa da una porta grande come il Santiago Bernabéu. Una porta Real. Chiusa in faccia a chi, quella coppa, l’ha vinta più volte di tutti: 9. Sorprendente solo in parte e adesso temuta. “La bandiera d’Italia” in Europa, ha detto Francesco Totti. Sventolata con orgoglio.
Una squadra che nessuno, né il Barcellona dei Fantastici Quattro, né le “Fab Four” inglesi (Manchester United, Arsenal, Liverpool e Chelsea) possono essere contente di trovare venerdì nell’urna di Nyon, dove si svolgerà il sorteggio per gli accoppiamenti dei quarti di finale. “Per noi e per la nostra storia è un momento molto importante - ha scritto il capitano - È un orgoglio essere rimasti l’unica squadra italiana ancora in lizza in Champions League”.
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Gianluigi Buffon è sempre più bianconero. La Juventus ha annunciato oggi un nuovo rinnovo del contratto del numero uno, nove mesi dopo quello firmato la scorsa estate. Dopo un incontro con Jean-Claude Blanc e Alessio Secco, il portiere della Juve e della Nazionale ha messo la firma sul nuovo accordo che partirà dal prossimo 1 luglio e che scadrà il 30 giugno 2013. Un ulteriore segnale di quanto sia saldo il rapporto che lega il miglior portiere del mondo alla maglia bianconera, con cui vuole continuare a vincere.
“Starò alla Juventus fino a 35 anni - ha dichiarato Buffon - , quindi avremo il tempo per toglierci molte altre soddisfazioni e cercare di raggiungere i traguardi che tutti si aspettano. Ringrazio la società e i tifosi per la fiducia e l’affetto che mi trasmettono”.
Soddisfazione reciproca ed espressa a nome della società da parte dell’amministratore delegato francese Blanc: “Con Buffon ci lega una grande sintonia di valori e una visione comune sul futuro della Juventus, sui programmi e sugli obiettivi. Questo accordo è un modo per sottolineare la fiducia di un giocatore determinante per il nostro presente e per il nostro futuro”.
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“Inizia il nostro campionato, che è formato da undici partite e dobbiamo giocarle tutte dalla prima all’ultima”.
Si è presentato così il nuovo allenatore del Parma, l’argentino HectorCuper, alla sua prima in gialloblù a Collecchio, iniettando coraggio: “La nostra è una situazione difficile, ma abbiamo tantissima fiducia. Il Parma rimarrà in serie A”.
Il nuovo allenatore del Parma non ha dimenticato il suo passato ed ha parlato anche della situazione dell’Inter e l’addio a fine anno del tecnico nerazzurro. “Sapevamo tutti che sarebbe stata una gara difficile quella di Champions League - ha spiegato Cuper - ma mi ha stupito la decisione di Mancini. Domenica l’ho incontrato e non avevo avuto questa sensazione. Ma il mio commento finisce qui, devo pensare al Parma”.
Cuper era però arrivato a un soffio dalla scudetto con la sua Inter, di mezzo la vicenda Calciopoli: “Sappiamo tutti cos’è successo in quel periodo. Ritornare a parlarne non è il caso - ha concluso il tecnico - Io mi sono sentito veramente male. Ma ora devo pensare che il calcio è pulito. Abbiamo un’impresa difficile da fare qui a Parma, ce la faremo”.
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Oggi e domani squadre in campo per il ritorno degli ottavi di finale di Coppa UEFA. L’Italia è ancora in gioco con la Fiorentina allenata da Cesare Prandelli. I viola, attesi in Inghilterra dall’Everton, partono dal 2-0 dell’andata allo stadio Franchi. Praticamente già ai quarti, il Bayern Monaco di Toni, che giovedì scorso ha travolto l’Anderlecht 5-0.
Everton-Fiorentina - Primo confronto ufficiale fra Fiorentina ed Everton in Inghilterra. L’Everton ospita per la terza volta una rivale italiana in partite ufficiali e finora ha sempre pareggiato per 0-0 (contro l’Inter nella coppa Campioni 1963/64 e contro il Milan nella coppa UEFA 1975/76). La Fiorentina è alla sua terza trasferta ufficiale in Inghilterra, nelle classiche coppe europee, e finora non ha mai pareggiato: una vittoria (1-0 in casa dell’Arsenal) e una sconfitta (1-3 in casa del Manchester Utd), lo score, con dati entrambi riferiti alla Champions League 1999/00.
I numeri dell’Everton - L’Everton non pareggia in assoluto in Europa dal 20 settembre 2007 quando, in coppa UEFA, impattò 1-1 in casa contro Metallist Kharkov: da allora lo score inglese è di 7 vittorie e una sconfitta. In casa l’Everton ha perso soltanto una delle ultime 13 eurosfide: il 9 agosto 2005, quando in Champions League venne sconfitto per 1-2 dal Villarreal; nelle altre 12 partite considerate il bilancio interno degli inglesi è di 10 vittorie e 2 pareggi. In queste 13 eurosfide casalinghe, inoltre, l’Everton è rimasto a digiuno di gol solo una volta: il 19 ottobre 1995 quando, nelle Coppa delle Coppe, impattò 0-0 contro il Feyenoord; nelle altre 12 partite prese in esame, la squadra inglese ha invece segnato 29 reti.
I numeri della Fiorentina - La Fiorentina non perde una partita europea in assoluto dal 6 dicembre 2001 quando, in Coppa UEFA, venne sconfitta per 2-0 in casa del Lilla: da allora lo score viola in Europa, tutto riferito a questa stagione, e’ di 5 successi (4 nelle ultime 4 partite disputate) e 4 pareggi (tutti per 1-1). In queste 9 partite europee, inoltre, la Fiorentina ha sempre segnato almeno un gol a partita, per un totale di 17 marcature.
Ibra critico - “Non c’è stata fortuna. Poi abbiamo giocato con un uomo in meno. Abbiamo fatto il massimo e non potevamo fare di più. Abbiamo creato tanto ma non c’è stata fortuna e non abbiamo fatto gol. Adesso siamo usciti e dobbiamo stare concentrati sul campionato e la Coppa Italia. Siamo una grande squadra, manca un po’ di fortuna, chi ne ha di più va avanti”, così Zlatan Ibrahimovic ai microfoni di SKY al termine del match contro il Liverpool.
Pallone d’Oro a rischio? - “Non sto pensando al Pallone d’Oro. Adesso devo stare concentrato sul Campionato e la Coppa Italia. Vado avanti così”.
Cambiasso guarda avanti - “Abbiamo ancora campionato e Coppa Italia- spiega a SKY Cambiasso- non è poco quello che possiamo vincere”. Quanto al doppio confronto con il Liverpool, per lui e’ stata decisiva l’espulsione di Materazzi: “La gara d’andata è stata molto condizionata dall’espulsione di Marco, avvenuta nel primo tempo. Li’ poi fai molta fatica a tenere la squadra stretta. Stasera abbiamo fatto un gran primo tempo, con un netto possesso palla. E’ stato molto bravo il loro portiere pero’.
Il vincitore - “Nella prima parte di gara abbiamo avuto problemi perchè loro attaccavano bene. Abbiamo avuto due o tre occasioni come loro, poi l’espulsione ci ha avvantaggiato”. A parlare è Rafa Benitez. L’allenatore spagnolo ha appena guidato il Liverpool ai quarti di finali di Champions League battendo nuovamente l’Inter. “E’ il Liverpool più forte che abbia allenato- ha proseguito Benitez ai microfoni di SKY-. Una squadra forte con giocatori giovani che sanno quello che devono fare e con due o tre calciatori di qualità che possono cambiare la partita. L’Inter? Mi è piaciuta più oggi rispetto ad Anfield, oggi ha giocato meglio ad inizio partita”.
Il primo round - “Per noi è stato importante il risultato dell’andata - commenta il tecnico del Liverpool, Rafael Benitez dopo il successo a San Siro-. L’Inter è una buona squadra, ma la differenza è stato che noi siamo in un buon momento, loro meno”.
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L’allenamento col Mancio - Il giorno dopo l’annuncio delle sue dimissioni a fine annata, Roberto Mancini è ad Appiano Gentile a dirigere l’allenamento dell’Inter in vista della partita di domenica contro il Palermo. Al loro arrivo i giocatori hanno trovato fuori dai cancelli della Pinetina l’inviato di Striscia la Notizia, che ha consegnato tapiri a tutti. Nessuna rivoluzione immediata, per ora, almeno sembra. E lo stesso tecnico nerazzurro aveva spiegato ieri che sarebbe rimasto al suo posto per altri due mesi e mezzo per raggiungere gli obiettivi rimasti all’Inter, cioè campionato e Coppa Italia. Resta da capire cosa deciderà Massimo Moratti, nella sua abitazione nel centro di Milano, probabilmente a riflettere ancora su una decisione del suo tecnico che lo ha lasciato più che sorpreso. Mancini ha infatti prima comunicato alla stampa e poi al suo presidente la decisione di lasciare l’Inter a fine stagione, e la cosa non ha ovviamente fatto piacere a Moratti sia per una questione di modi che di tempi. La stampa inglese dà per certo l’immediato arrivo di José Mourinho e, dopo quanto accaduto la notte scorsa, è impossibile escludere altri colpi di scena.
Testa fredda e piede caldo - Mancini l’aveva suggerito alla squadra e l’ha tenuto a mente anche per sè, il consiglio del suo vecchio maestro Boskov. Solo che l’ha adattato a un annuncio, il consiglio. Testa fredda e cuore caldo: requisiti necessari per colpire al momento giusto e nel posto giusto. L’ultimo minuto in sala stampa. Prima l’aveva comunicato alla squadra negli spogliatori, dove però mica tutti l’avevano capito, s’è visto dalle espressioni stralunate di alcuni intervistati. E l’aveva detto anche a Moratti. Rimasto spiazzato non tanto dall’intenzione, che forse era nell’aria, quanto dalla comunicazione. Perchè è andato a dirlo pubblicamente? s’è chiesto il presidente, con molta più rabbia - raccontano i pochissimi testimoni - di quanto sia immaginabile. Già, perchè? La spiegazione più lucida l’ha data l’ex gemello di tanti anni e tantissimi gol: Gianluca Vialli, ovvero la mancanza di fiducia.
Chi non ama il “Mancio”? - Si sa che Mancini non vuole più il medico, il dottor Combi, con il quale s’è scontrato non solo dialetticamente negli spogliatoi di Napoli. E’ risaputa la richiesta di un uomo mercato di fiducia, col feeling che da quattro anni ormai non trova con Branca. S’intuisce la diffidenza sul ruolo da futuro dirigente già affidato a Figo. Si pensa che su alcune decisioni - Maniche a gennaio non lo voleva per niente, Cassano in estate l’avrebbe voluto eccome - ci sia rimasto male. Si legge su un giornale francese di ieri, l’equipe, un titolo che forse spiega alla perfezione il suo stato d’animo: Roberto le mal aimè. Il non amato. Strano, però. Fino all’altro giorno avremmo detto il contrario…
La dichiarazione choc di Mancini che annuncia la volontà di lasciare l’Inter a fine stagione:
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