Alessandro Del Piero rilascia a SKY Sport, all’intervo di una trasmissione, un’intervista in cui parla di tutto e anche di più. Questa l’intervista al numero 10 bianconero.
- Questa trasmissione parla di Champions League. Tutti si chiedono che cosa fai il martedì e il mercoledì sera da due anni a questa parte…
“Inganno il tempo. Ogni tanto vedo anche la Champions League perché comunque, come in questo ultimo turno, spesso ci sono delle partite troppo belle da vedere”.
- Qualche gufatina ogni tanto?
“Chiaramente sì. Non si può dire, ma il gufo si fa sempre”.
- Il secondo posto è il vostro obiettivo in campionato?
“Il secondo posto ti dà la possibilità di fare più vacanza e di arrivare più fresco all’avvio del campionato. Il primo posto ormai è un po’ lontano”.
- Qual è la sconfitta nelle finali di Champions League che brucia di più?
“Bruciano tutte, alcune di più come quella col Borussia Dortmund dove eravamo più forti, anche se la partita secca puoi anche perderla. C’erano molti ex della Juve (Paulo Sousa, Möller, Kohler) e poi quella Juventus era veramente forte”.
- Totti e Mancini, nemici-amici. È possibile andare d’accordo in campo, ma non fuori?
“È possibile, a me è successo con Inzaghi e tanti altri. Può accadere, perché delle volte in campo si hanno degli automatismi, ci si concentra molto e si mette il bene della squadra davanti alle questioni personali. E poi magari non ci si sopporta fuori. Poi non essere amici è un conto, non parlarsi è un altro. Con Trézéguet vado molto d’accordo. Ma anche con Inzaghi adesso parlo di più, non so perché, ma è così”.
- Il Milan, pur soffrendo è riuscita ad uscire indenne dall’Emirates Stadium…
“Il Milan è la più quotata delle tre italiane a passare il turno. Sta dimostrando di essere campioned’Europa perché riesce a uscire anche dalle situazioni più difficili”.
- Ancelotti aveva detto che, a parametro zero, ti avrebbe preso subito. È un’ipotesi ancora realizzabile?
“All’epoca si sarebbe potuta realizzare perché non avevo ancora firmato [il rinnovo]. Con Ancelotti ogni tanto ci sentiamo, è una persona stupenda”.
- Ce la può fare l’Inter a superare il turno?
“Per la qualità dei giocatori e per il fatto che al ritorno giocherà a ‘San Siro’, ha delle possibilità. Questi ottavi hanno delineato che le squadre inglesi sono maturate molto: il Liverpool non ha giocato all’arrembaggio ma ha imparato a ragionare e anche l’Arsenal ha tenuto il pallino del gioco. Giocare all’Anfield Road non è semplice, c’è un clima speciale . E poi con un uomo in meno è ancora più difficile”.
- Quante possibilità hanno le italiane di qualificarsi ai quarti di finale?
“Credo che una delle tre non ce la farà, ma sono partite dove può venire fuori di tutto. Dipende da che aria si respira nello spogliatoio. Non voglio sbilanciarmi. Sono partite aperte a qualunque pronostico, anche per l’Inter, anche se ha il risultato più proibitivo”.
- Il rigore contro l’Inter nel 1998, subito dopo il fallo di Iuliano su Ronaldo, l’hai sbagliato apposta?
“Era ’sfondamento’ di Ronaldo. Forse ci poteva stare un calcio di punizione a due per l’Inter. Il rigore non l’ho sbagliato apposta, però c’era un clima surreale. In quel momento si pensava a tutto tranne che al rigore che dovevo battere”.
- Stai disputando un’ottima stagione…
“Sì, sono contento perché sono riuscito a segnare tanto e a fare delle buone gare in una stagione molto particolare”.
- C’è l’impressione che tu stia giocando anche meglio dell’anno scorso…
“È un’impressione. L’anno scorso vedevate meno partite perché eravamo in Serie B”.
- Quanto dura il tuo contratto con la Juventus?
“Quest’anno più altri due. Ho 33 anni, più due”.
- Chi preferisci tra Benzema, Fernando Torres e Adebayor?
“A Benzema ruberei la scaltrezza, lo vedo molto furbo e poi mi piace perché davanti al portiere è molto freddo. È molto bravo. Fernando Torres è molto veloce, ha un gran passo, va via con una facilità impressionante e poi sa che Gerrard gli dà la palla molto bene. Attualmente fra i tre preferisco Adebayor, per la stagione che sta facendo. È veloce, di testa è fortissimo, è bravo tecnicamente”.
- Come nasce il gol “alla Del Piero”?
“Casualmente. Avendone fatta una serie molto vicina, venne definito così. E mi fa piacere”.
- Chi sono i tuoi eredi in Europa?
“I giocatori di adesso sono un po’ diversi, sono tutti velocissimi, fortissimi fisicamente, molto tecnici. Diego del Werder Brema è molto forte, anche van der Vaart. Mi piacerebbe vederlo giocare in un altro campionato”.
- Si dice che van der Vaart sia vicino alla Juventus?
“Non lo so, non faccio ancora il procuratore. A noi se arrivano grandi giocatori fa piacere, più siamo e meglio è, ma dipende dalla società”.
- Un messaggio a Donadoni…
“Caro Roberto, mi raccomando, pensaci bene. Guarda più volte quello che sto facendo così sembra che lo stia facendo più volte. Se hai bisogno di vino buono, posso spedirtelo. Fammi sapere. Grazie”.
- Che cosa farai da grande?
“Il calciatore, più che posso”.
Ronaldo non sa ancora se continuerà a giocare a calcio da professionista. Il giocatore del Milan è intervenuto in conferenza stampa all’ospedale Pitie Salpetriere di Parigi: “E’ stato un colpo fisicamente molto duro, mentalmente durissimo, non sto ancora pensando al mio ritorno. Per il momento penso solo a fare degli esercizi”, ha detto Ronaldo. Con il viso scuro, le stampelle, Ronaldo ha raggiunto la conferenza stampa accompagnato dal professor Eric Rolland e dal professor Yves Catonné, esperti nei traumi del ginocchio, e alla domanda sulla sua voglia di ritornare, ha risposto: “Io ho tantissima voglia di tornare a giocare ma bisogna vedere se il mio corpo mi segue. Se mi seguirà tornerò di sicuro a giocare altrimenti dovrò prendere una decisione molto dura”.
Luca Toni a secco nella cinquina con cui il Bayern strapazza gli scozzesi dell’Aberdeen, che pure all’andata li avevano fatti soffrire ben più del conclusivo 2-2. Tonfo delle spagnole Atlético Madrid e Villarreal, si salva invece il Getafe. Tranne il Normiberga, bene le altre tedesche (Werder Brema, Amburgo e Bayer Leverkusen), le inglesi Bolton, Tottenham Hotspur (sotto gli occhi del Ct inglese Fabio Capello e del suo assistente Franco Baldini ) e Everton (prossimo avversario della Fiorentina), le portoghesi Benfica e Sporting Lisbona.
“Si capisce al volo che il Milan ha una diversa caratura internazionale rispetto a quella dell’Inter“. Firmato, Fabio Capello.
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