Archivio Febbraio, 2008...
Tags Striscia lo striscioneTags Serie A

Tra la delusione scudetto di San Siro e il sogno Champions del Bernabeu. Non sarà facile tenere alta la concentrazione per la Roma nell’anticipo col Parma all’Olimpico, ultima tappa prima della trasferta di Madrid dove i giallorossi dovranno difendere lo striminzito vantaggio dell’andata. Spalletti non vuole pensare per il momento alla Spagna e vuole rimanere concentrato sull’impegno coi Ducali. Vincere sarebbe importante, per non dare segnali di resa all’Inter e per affrontare con più serenità il delicato retour match con le Merengues.
Ecco perché il tecnico giallorosso non ha intenzione di ricorrere a una massiccia dose di turnover e schiererà una formazione che quantomeno si avvicini a quella migliore. Oltre allo squalificato Mexes, la cui espulsione contro l’Inter ha fatto parecchio discutere, mancherà anche Cassetti, assente 20 giorni per una lussazione alla spalla rimediata sempre nello sfortunato match di San Siro. Tornano tra i titolari i brasiliani Cicinho, Mancini e Juan, potrebbero riposare Pizarro e Perrotta a vantaggio di Aquilani e Giuly. Attacco come di consueto sulle spalle di Francesco Totti, che coi nerazzurri si è finalmente sbloccato dopo 42 giorni di astinenza segnando il gol numero 201 in maglia giallorossa.
Il ritorno al successo dopo oltre due mesi ha dato nuova linfa al Parma, che ora guarda con maggiore fiducia alla corsa alla salvezza. La convincente vittoria infrasettimanale sull’Udinese ha allontanato per il momento le voci di un possibile esonero di Di Carlo e il Parma vola nella capitale con l’aria di chi non ha niente da perdere. Probabile turnover in attacco, Gasbarroni e Budan scalpitano per un posto da titolare e potrebbero avvicendare Reginaldo e Lucarelli. L’unico indisponibile è Morfeo.
Tags Violenza negli stadi
Settore ospiti chiuso per la tifoseria organizzata in occasione della partita Napoli-Roma, in programma domenica 9 marzo: lo ha deciso l’Osservatorio (analoga misura per Sassuolo-Cavese), nella riunione del 28 febbraio, stabilendo che i tagliandi potranno essere acquistati singolarmente solo per i residenti nella regione Campania e non saranno cedibili.
Per le gare Torino-Atalanta, Lazio-Livorno, Genoa-Juventus, Verona Hellas-Foggia, Ascoli-Pisa, sara’ possibile acquistare un solo tagliando per ciascuno spettatore al posto di quattro.
L’Osservatorio, inoltre, ha commentato con soddisfazione l’operazione di polizia e carabinieri che ha portato all’arresto di 15 ultras a Roma.
L’indagine ”ha confermato i livelli di pericolosita’ di frange di alcune tifoserie, colpite cosi’ efficacemente dalle Forze dell’ordine. Un segnale significativo che contribuirà ad accrescere, per il futuro, la sicurezza dei veri tifosi”.
Tags Serie A
Rossonero a vita - Kaká (nella foto) sarà rossonero fino al 2013. L’attaccante brasiliano e il Milan hanno concluso oggi l’accordo per il prolungamento del contratto del 26enne. “L’A.C. Milan comunica di aver prolungato il contratto che lega Ricardo Izecson dos Santos Leite Kaká alla società rossonera fino al 30 giugno 2013″.
Qui Milanello - Seduta defatigante per i giocatori impegnati contro il Catania e lavori di gruppo per gli altri in casa Milan, dove si cerca di smaltire la delusione per il pareggio di ieri. In chiave-Champions League, il tecnico Ancelotti avrà di nuovo a disposizione proprio Kaká che già da ieri ha ripreso a correre. Le indicazioni sembrano molto positive e il tecnico potrebbe avere il brasiliano per sabato in campionato, ma è probabile che decida di preservarlo per il retour-match con l’Arsenal.
Stesso discorso per Alessandro Nesta che neanche oggi si è allenato e Ancelotti potrebbe non rischiarlo. Domani il difensore centrale proverà con la squadra e poi lo staff tecnico deciderà.
Sempre fuori causa Dida e Serginho per i rispettivi guai alla schiena.
Tags EURO 2008, Nazionale
In questo momento Donadoni è mister 15 occhi. Forse di più. Perché a 100 giorni dall’Europeo in cui si gioca tutto, compresa la permanenza sulla panchina dell’Italia, il ct ha bisogno di tenere sotto controllo ogni cosa: le avversarie e gli azzurri. In un’intervista esclusiva alla Stampa, rivela, anzitutto, il suo piano…
“Ho tre collaboratori cui ho affidato di visionare Olanda, Francia e Romania: non solo le nazionali, anche i club di quei paesi. Soprattutto quelli romeni, che conosciamo di meno. Conto di fare due chiacchiere con Zenga, che allena da anni lassù, per scoprire altri segreti“. E poi ci sono gli italiani da tenere d’occhio, non tutte le scelte sono state fatte… “Ho già delle idee, però si possono sempre correggere. Le mie convocazioni dipenderanno dalla forma dei giocatori e dalla loro duttilità. Per esempio, Panucci può fare sia il terzino sia il centrale, e Camoranesi può ricoprire tre ruoli“.
Mentre incrocia le dita per Buffon (”Meno male che sa gestire bene il proprio corpo“) e apre a Sereni (”Sta facendo bene col Toro“), Donadoni si prepara al toto-convocati. E alle pressioni esterne… “Del Piero, Cassano e Borriello? Il campionato li propone, quindi capisco che si spinga perché li chiami. A chi lo fa chiedo però un favore: mi si dica anche chi devo lasciare a casa. Amauri? Sarà italiano, e dunque convocabile, da aprile, quando saremo a ridosso dell’Europeo, con un solo test possibile a pochi giorni dall’inizio…“.
Le italiane a rischio eliminazione in coppa: meglio o peggio per i destini azzurri? “Nel 2006 Inter e Juve uscirono agli ottavi, il Milan in semifinale, eppure vincemmo il Mondiale. Mentre nel ‘94 in rossonero vinsi tutto, scudetto e Champions, poi andammo in America e per un soffio ci sfuggì la coppa del Mondo“.
Tags Serie A
L’Inter domenica sera va al San Paolo, attesa dal Napoli nel posticipo della 26esima giornata di Serie A. Problemi per Mancini, tanti. Il tecnico nerazzurro è alle prese con una serie di infortuni (e squalifiche) tanto numerosa da poter mettere insieme una vera e propria formazione, fra assenti e indisponibili.
In difesa, persi Samuel e Cordoba fino a fine stagione, contro il Napoli mancheranno Burdisso perché squalificato e Maxwell, reduce dalla distorsione riporatata mercoledì sera nel big mathc di San Siro con la Roma. A centrocampo l’infortunato di lungo corso è Dacourt. Al francese si aggiungono Cesar (problemi al ginocchio), Stankovic (acciaccato, ma qualche speranza di recupero c’è) e Jimenez, che potrebbe farcela per la sfida di Napoli.
Anche in attacco niente buone notizie. Cruz e Ibrahimovic non sono ancora ristabiliti del tutto. Mancini potrebbe dunque tenerli a riposo.
Tags Gossip e Curiosità
Altro che fuga per i soldi, Gianluca Zambrotta non ci sta e rivela di sentirsi invece “tradito e deluso” per il comportamento tenuto dalla dirigenza della Juventus, vecchia e nuova.
Il terzino azzurro campione del mondo, ceduto dalla Juve al Barcellona nell’estate di calciopoli, ribadisce a chiare lettere - sul numero di GQ in edicola dal primo marzo - che a tradire i tifosi non sono stati i giocatori. “Tutti noi abbiamo sempre dato il massimo, in allenamento e in partita, e adesso ci troviamo con due scudetti in meno per colpe non nostre”, dice Zambrotta. “Sì, sono tradito e deluso. Anche dalla nuova società, che non mi ha mai chiamato, non mi ha mai fatto capire di voler puntare su di me. E poi, che lo dicano: con i soldi che ha preso dalle nostrecessioni, la Juve ha risanato molti debiti. Abbiamo dato una grande mano alla società”.
E se Zambrotta non commenta il probabile passaggio al Milan a fine stagione, ammette di sentire nostalgia dell’Italia, “ogni volta che ci torno e devo lasciarla”. Anche se…
“Credo sia il paese più bello del mondo, ma non è facile essere italiani all`estero, oggi”, dice Zambrotta. “È un Paese indifendibile, e a difenderlo ormai non ci provo neanche più: ho la moglie napoletana, ma come faccio a nascondere la vergogna di quello che, per esempio, sta succedendo a Napoli? Quale altra città civile può essere sommersa così
dalla spazzatura? Siamo considerati come quelli che, qualsiasi cosa facciano, fanno casino. Che posso ribattere io? È la verità”.
Tags Serie A
La Fiorentina si aggiudica il derby toscano vincendo 1-0 con il Livorno con rete di Papa Waigo. La squadra di Prandelli conserva la 4a posizione della classifica a +2 sul Milan.
Il Genoa gioca una gara intelligente e piega il Napoli con il solito Borriello: ora l’Europa non è più un sogno.
Goleada dell’Atalanta contro i resti blucerchiati. Doppietta per Doni, al decimo gol in campionato.
Il Palermo sbriga la pratica Empoli nei primi 38 minuti e ottiene una vittoria che dà ossigeno alla classifica. Le reti dei rosenero portano la firma di Simplicio e Rinaudo.
Il Parma piega 2-0 al Tardini l’Udinese salvando così la bollente panchina del proprio allenatore. Di Lucarelli e Cigarini, su rigore, i gol che decidono l’incontro.
La prima rete di Rolando Bianchi con la maglia della Lazio basta alla squadra di Delio Rossi che batte 1-0 una coriacea Reggina che però denota notevoli problemi realizzativi in assenza dello squalificato Amoruso.
Un gol di Maccarone a due minuti dalla fine toglie il Siena dai guai e condanna forse definitivamente il Cagliari.
Tags Serie A
Sette punti regalati al Milan in poco più di un mese (doppietta al Genoa, il gol di Firenze e quello di Catania). E meno male che doveva essere il futuro.
No. Alexandre Pato è il presente del Milan. E Ancelotti lo sa bene. Con Ronaldo out, con Kakà ai box, con Inzaghi e Gilardino ologrammi di se stessi, ormai è lui l’intoccabile. Forse davvero destinato a bruciare le tappe. Uno che segna sempre nei debutti può essere pericoloso: perché tende a vivere di quelli, a tirare a campare. Pato no. A Catania, tra Cafù, Maldini, Emerson, Seedorf e gli altri, il più navigato sembrava lui. Petto in fuori, poche chiacchiere e un gol da favola: “Ho tirato pensando a Ronie. Peccato non sia bastato per i tre punti“.
Parole quasi da leader: mosse da pantera, mentalità da leonessa. Pato è la classe, il nerbo, la coscienza di un Milan devastato da infortuni e acciacchi. “Passami il pallone, poi corri ad abbracciarmi”: quando giocava, a tranquillizzare l’agitato Ancelotti ci pensava Van Basten. Adesso, c’è il 18enne di Pato Branco. Non ha fatto niente di trascendentale a Catania, ma ha messo in mostra, ancora una volta, quella capacità di tenere in piedi, da solo, l’intero reparto. Come a Londra con l’Arsenal, come tante altre volte dopo il suo debutto col Napoli, lo scorso 13 gennaio. In attesa che i medici sciolgano i nodi su Kakà, per dare la caccia al quarto posto e alla finale di Champions i rossoneri si aggrappano a Pato. Il papero che è dovuto crescere in fretta. Per tenere a galla il Milan.
Il servizio della gara Catania-Milan 1-1:
Tags Serie A
Bravo. Generoso. Tenace. In certi momenti, anche un campione. Ma gli manca una qualità: il carisma del vero capitano. E in fondo l’Inter che non vince (mai) è un po’ la sua faccia, il suo modo di essere, sul campo: mai ad alta voce, mai la voce grossa.
Di Javier Zanetti, e dell’Inter, si sono consumate migliaia di pagine e di immagini così: quando, appunto, l’avventura nerazzurra scivolava tra le grandi occasioni mancate, gli scudetti svaniti all’ultimo respiro, le Champions smarrite al penultimo di quei respiri, quell’aria da “eterni secondi” (o anche terzi), l’immagine - appunto - di un gruppo e del suo capitano.
Poi è arrivata la primavera del 2006, con Roberto Mancini sono arrivati gli antipasti di Coppa Italia e della Supercoppa italiana, e lo scudetto sancito dai Tribunali sportivi, poi quello del record di punti di un anno fa. E quel volto zanettiano, che pure alle soglie dei 35 anni è incredibilmente identico a quello del suo primo giorno interista quando arrivò tredici anni fa, lo si dipinge - e lo si vede - sotto un’altra luce, coi tratti del vero capitano, così come la faccia dell’Inter ha ben altri colori: due scudetti appena dietro le spalle e il terzo, sancito -formalmente- con l’1-1 di Inter-Roma. Potenza dei risultati. Suggestione che cambia i connotati.
Così oggi Zanetti lo vediamo così: con l?urlo che ha fatto traballare gli spalti di San Siro sul finire di Inter-Roma. E del capitano ritornano le immagini delle sue perle rare, ma che hanno scritto la storia nerazzurra: il gol nella finale di Coppa Uefa Inter-Lazio 3-0, 6 maggio 1998 a Parigi. Il gol di una domenica di campionato, Inter-Salernitana 2-1 (era il 29 novembre 1998) in pieno recupero cui seguì - con grande sorpresa dell’interessato e di tutti - l’esonero di Gigi Simoni il giorno dopo. Un’altra prodezza, datata 9 dicembre 1997, ed era Inter-Strasburgo 3-0 di Coppa Uefa, dopo lo 0-2 sofferto all?andata. E questa la citiamo come augurio per l’Inter-Liverpool che verrà.
Delle 579 partite giocate in maglia nerazzurra e dei 19 gol segnati (13 in campionato, 4 in Europa, 3 in Coppa Italia), Zanetti va giustamente fiero. Della sua straordinaria qualità calcistica, sono gli allenatori a goderne i benefici: terzino destro, terzino sinistro, mediano destro o sinistro, centrocampista centrale, talvolta goleador, magari - se volesse provarci - sarebbe anche un buon portiere. Non ha limiti, il capitano. E se questo scudetto arriverà, avrà la sua faccia com’è l’immagine del suo urlo l’altra sera.
Inter-Roma 1-1 servizio di Controcampo:
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