Empoli-Reggina, anticipo del sabato valido per la 18.a giornata del campionato di serie A, è terminato 1-1. Alla rete di Ceravolo, che ha sostituito Amoruso, risponde Saudati dal dischetto. L’attaccante empolese ha l’occasione di raddoppiare nel secondo tempo ancora su calcio di rigore, ma questa volta Campagnolo intuisce e salva la Reggina, che conquista un punto prezioso in chiave salvezza. La Reggina sale in classifica a quota 14 punti, agganciando almeno momentaneamente il Siena. Per l’Empoli invece un punto che fa poco morale e poca classifica, con la zona calda ancora troppo vicina.
Stasera ore 20:30 Catania-Juventus (Seguila in “Partite Live” in diretta streaming).
Le probabili formazioni:
CATANIA (4-3-3): 16 Polito; 21 Silvestri, 23 Terlizzi, 6 Stovini, 7 Vargas; 13 Izco, 8 Edusei, 9 Colucci; 25 Martinez, 24 Spinesi, 10 Mascara. A disp. 1 Bizzarri, 20 Gazzola, 4 Sottil, 19 Gia. Tedesco, 27 Biagianti, 30 Millesi, 22 Llama. All. S. Baldini
JUVENTUS (4-3-1-2): 1 Buffon; 7 Salihamidzic, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro; 23 Nocerino, 6 C. Zanetti, 30 Tiago; 11 Nedved; 10 Del Piero, 17 Trezeguet. A disp. 12 Belardi, 21 Grygera, 18 Boumsong, 4 Almiron, 20 Palladino, 32 Marchionni, 9 Iaquinta. All. Ranieri
Ripartono la Serie A e la Serie B dopo la lunga pausa natalizia. Scatta da oggi “l’invito” della Federcalcio e della Lega destinato ai giocatori di tutte le squadre: con tutta probabilità alla fine di Empoli - Reggina (seguila in “Partite Live” in diretta streaming alle ore 18:00) si vedrà il primo “terzo tempo” del calcio italiano.
Molto semplicemente ci sarà un’altra stretta di mano molto simile a quella che i giocatori si scambiano già ora prima della partita. La differenza è che questa verrà “eseguita” in una maniera molto simile al saluto finale del Volley, con la linea del centrocampo che sostituirà quella con per i giocatori di Pallavolo è la rete.
Nulla a che vedere con la tradizione legata al Rugby che vede i giocatori avversari sul campo insieme a fare festa in qualche birreria al termine della gara, ma meglio di niente.
Intransigente sulle sue idee, fedele alla sua sregolatezza. Diego Armando Maradona ha inviato una maglietta numero 10 a Mahmoud Ahmadinejad, il presidente iraniano, direttamente a Teheran. “Questa stella del calcio - scrive l’agenzia iraniana Irna - ha voluto inviare il suo regalo al presidente a cui si è riferito definendolo come una persona di valore, lottatore per la giustizia e popolare a cui ha chiesto anche udienza“.
Maradona continua a stupire. Dopo le prodezze calcistiche, quelle meno onorevoli legate alla giustizia, infine la beffa dei cimeli rubati. Ora, meraviglia leggere le motivazioni che hanno spinto il ‘Pibe de oro’ a consegnare la maglietta ad Ahmadinejad, definita una persona di ‘valore’. Si potrebbe dire tante cose in tal senso. Parafrasando illustri commentatori contemporanei o lucidando il genio da ottovolante di Maradona. Ma il valore del presidente iraniano è per forza di cose legato alla sua gestione oggettivamente discutibile della questione israeliana. Presente e passata.