“Mi brucia dentro la decisione del Gip secondo la quale fossero da ritenere responsabili solo coloro che avevano nello zaino machete e coltelli, quasi che gli altri fossero lì solo per prendere parte ad un picnic”.

“Mi brucia dentro la decisione del Gip secondo la quale fossero da ritenere responsabili solo coloro che avevano nello zaino machete e coltelli, quasi che gli altri fossero lì solo per prendere parte ad un picnic”.

Durante le ultime sfilate milanesi, ma anche sulle tribune di S. Siro, la voce è girata in maniera incontrollabile…

Roberta e Amantino sembravano destinati a sposarsi a breve. Dopo due anni e tre mesi è finita la storia d’amore con Amantino Mancini, il giallorosso che a luglio, di ritorno da una vacanza insieme in Brasile, ha chiuso con la ragazza con la quale conviveva da due anni e con la quale parlava di sposarsi al più presto. Una rottura improvvisa, poche parole, “Non ti amo più”, che hanno ferito e lasciato esterrefatta la 27enne romana . “Non mi spiego una decisione così importante presa dall’oggi al domani, non se ne poteva parlare un pochino?”. Adesso Roberta riparte da sola, dal mondo della moda e dello spettacolo che aveva lasciato per stare con Mancini. La ferita è ancora aperta. Sono passati quasi tre mesi dalla rottura con Amantino Mancini e Roberta Pedrelli ha deciso di parlare per la prima volta di quello che considerava l’amore della sua vita. “Ero certa che Ale (questo è il nome proprio del brasiliano) fosse l’uomo della mia vita. E’ stato un amore forte, importante, grande sin dall’inizio. Due anni e tre mesi insieme, pensando presto al matrimonio, a una famiglia, ai figli. E invece si è chiuso in un batter d’ali: mi ha detto addio dall’oggi al domani”.
La partita è tesa, il pubblico non ha gradito il rigore (generoso, ma non inventato) che ha portato sul pari il Milan e al momento della rete di Scott McDonald esplode in un’esultanza sfrenata.
Anche troppo sfrenata, a dire il vero, straripante al punto che un isolato tifoso, pur di avvicinarsi ai beniamini che festeggiano nei pressi della bandierina del calcio d’angolo, entra in campo e attraversa braccia al cielo l’area piccola dove Dida, sconsolato, ripensa all’errore che ha causato il gol. Una scena fantozziana. Il tifoso peggiora la sua posizione e passando di fronte al portiere lo colpisce con un buffetto fra il collo e il mento.
Dida resta sorpreso per un attimo, poi si gira e cerca di inseguirlo. Il portiere ha tutte le ragioni del mondo: è inaccettabile che un tifoso possa entrare in campo durante una partita venendo in contatto con i giocatori, ma è qui che Dida combina la frittata. Accortosi di non poter più raggiungere il tifoso festante ha un’illuminazione, probabilmente una reminescenza delle imprese di un suo connazionale che giocava in Italia qualche anno fa.
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