Per Luciano Moggi, ex dg della Juventus, la lettera contro gli arbitri della nuova società bianconera è una “strategia assolutamente perdente”. La definizione e la presa di posizione arrivano attraverso un editoriale scritto per Petrus, quotidiano online sul Pontificato di Benedetto XVI.
Ecco parte dell’articolo di Moggi: “Con tutto il rispetto per l’attuale management bianconero, la lettera aperta alla Figc e all’Aia contiene un paio di omissioni. Cobolli Gigli e Blanc dicono che “la Juve non può continuare a pagare colpe per le quali ha già scontato una pena estremamente severa”, dimenticando di aggiungere che quelle colpe non sono state provate e che la pena è stata quindi immeritata: la sentenza, infatti, concludeva che ‘NON E’ STATO ACCERTATO ALCUN ILLECITO’. Ma non è questo il punto nodale. Ciò che la Juve non dice è che la situazione di oggi è figlia delle sue rinunce, di una strategia assolutamente perdente che l’ha indotta a non difendersi durante il processo, addirittura considerando “congrua” la retrocessione in B con penalizzazione, di un modus operandi che l’ha spinta ad annunciare prima e a ritirare poi il ricorso al Tar e a non prendere minimamente in considerazione la possibilità di rivolgersi a tribunali sopranazionali….
“…La situazione di oggi anche la direzione di gara di Dondarini a Reggio Calabria, è figlia di quella strategia perdente. Anche in Internet è una voce all’unisono che rimprovera il club per le sue rinunce, e per questo motivo non mi è parso felice il riferimento nel comunicato della societa’ alla “passione dei tifosi” in forza della quale “la Juve si sta risollevando”. Al contrario, la grande massa dei tifosi non è affatto in sintonia con il club, cui rimprovera le passate strategie e uno “stile quantomeno impacciato“.








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